Lunedì 22 Aprile 2024

Le eredità alla Corona. Carlo fa dietrofront: ora i soldi dei morti vanno ai fondi etici

Un antico diritto consente al sovrano di adoperare i lasciti non reclamati. Ma un’inchiesta rivela: usati per ristrutturare proprietà dei Windsor . Così il re corre ai ripari e promette trasparenza sugli investimenti

Le eredità alla Corona. Carlo fa dietrofront: ora i soldi dei morti vanno ai fondi etici

Le eredità alla Corona. Carlo fa dietrofront: ora i soldi dei morti vanno ai fondi etici

Roma, 26 novembre 2023 – Dopo l’inchiesta del Guardian, che ha rivelato come re Carlo III avrebbe guadagnato investendo i beni dei cittadini defunti senza testamento, ieri il Ducato di Lancaster ha annunciato di aver trasferito la cifra di ben 100 milioni di sterline in nuovi fondi d’investimento ‘etici’. Una decisione in qualche modo forzata dallo scoop del quotidiano inglese, che aveva raccontato come il Ducato di Lancaster – istituzione che esiste, nei fatti, solo per alimentare le finanze private del sovrano – starebbe usando in modo illecito i fondi lasciati dai cittadini dell’antica contea palatina (comprende anche pezzi delle contee circostanti come Merseyside, Cheshire e Cumbria) morti senza aver espresso le loro ultime volontà.

La parlamentare laburista Cat Smith, che rappresenta la circoscrizione della contea di Carlo, aveva utilizzato la notizia per attaccare "la regola a dir poco feudale" di dare al re quei fondi. "Normalmente, chi muore senza testamento vede i propri fondi trasferiti allo stato. Ma non accade così solo nell’antica contea reale del Lancaster, dove i soldi vanno direttamente nelle casse del re, che li usa indiscriminatamente per alimentare i propri profitti". Carlo, che è diventato re dopo la morte della madre Elisabetta II nel settembre del 2022, ed è stato incoronato quest’anno a maggio, pare non sapesse che il ducato di Lancaster non fosse libero di investire i propri fondi dove volesse. Pare ignorasse anche che i fondi ottenuti dai lasciti di persone senza eredi non possono essere usati "per profitto", quindi neanche per rimettere in sesto proprietà poi affittate a terzi. In effetti il re prima era a capo del ducato di Cornovaglia, che è invece destinato a rimpolpare i forzieri dell’erede al trono (quindi ora è passato in mano al principe William).

Lì Carlo, allora principe di Galles, aveva fatto inserire proprio nello statuto del ducato che i fondi venissero versati solo in investimenti etici. Quindi niente armi, tabacco, alcol e via dicendo. Per un uomo così appassionato alla cura dell’ambiente, poi, c’erano persino auto-imposte restrizioni in termini di eco-investimenti. Era invece la regina a capo del ducato di Lancaster fino alla propria morte e sarebbe stata lei a dovere destinare i propri vasti fondi in investimenti equi. In ogni caso, spinto dal terrore di un nuovo scandalo finanziario, il re è passato subito ai ripari e ieri ha fatto annunciare dal ducato di Lancaster che, entro la fine dell’anno fiscale (quindi aprile 2024) tutti i fondi verranno trasferiti in investimenti etici, a partire dai primi 100 milioni di sterline che vanno subito riassegnati.

Il 75enne Carlo ha agito in fretta per paura di finire di nuovo nell’occhio del ciclone, come è successo l’anno scorso con lo scandalo delle onorificenze (e cittadinanze) regalate ai donatori più generosi delle sue charity. Le rivelazioni, che hanno ulteriormente danneggiato la barcollante popolarità del re (solo il 52% dei britannici, secondo l’ultimo sondaggio di YouGov approva il suo operato), comprendevano anche le enormi quantità di contanti consegnate in borse di plastica al suo fido factotum Michael Fawcett, poi eliminato in modo veloce dall’organigramma di corte.

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