Iraq, ecco chi sono gli yazidi

Perseguitati in Iraq dai jihadisti dell'Isis che li ritengono miscredenti

Uomini yazidi entrano in un reliquiario sul monte Sinjar (Ap)
Uomini yazidi entrano in un reliquiario sul monte Sinjar (Ap)

Roma, 10 agosto 2013 - Gli yazidi, perseguitati in Iraq dai miliziani islamici che li ritengono miscredenti, sono un gruppo di popolazioni ordinate a tribù, di origine e di lingua curda e con religione propria. Il loro nucleo principale è ora nella regione di Mossul, a Shaikhan, dove si trova il santuario dedicato allo Shaikh Adi, e nel Gebel Singiar a 160 km circa a est di Mossul. 

Secondo quanto riporta l'enciclopedia Treccani, gli yazidi credono in un Dio sommo ineffabile che è in relazione con il mondo attraverso sette angeli creatori sue emanazioni. Il primo in dignità è Melek Taus, o angelo Pavone, la figura dominante della religione yazidica: è l'angelo caduto, ma non divenuto come in altre religioni (ad esempio la cristiana) Satana, e non adorato in quanto diavolo, ma per la sua natura buona e la sua potenza di creatore; il nome di Pavone è in relazione con antiche leggende diffuse nel mondo orientale, secondo le quali il tentatore di Eva assume tale figura.

Gli yazidi credono nella metempsicosi, nell'immortalità dell'anima, nel paradiso per i giusti, mentre i peccatori, soggetti per punizione alla trasmigrazione in esseri inferiori, errano fino al giorno del giudizio. Il culto, in cui entrano molti elementi cristiani (battesimo, forme di comunione, ecc.) dovuti in parte ai contatti con comunità cristiane specialmente nestoriane, ma forse anche alla remota origine gnostica della religiosità yazidica, è assai complicato e ricco di riti strani. La preghiera è per lo più individuale. Parte essenziale del culto è il pellegrinaggio annuale al predetto santuario dello Shaikh Adi; numerose sono le feste, tra cui principale quella del capo dell'anno. 

Gli angeli e anzitutto Melek Taus sono simboleggiati dai sangiaq, specie di insegne di metallo sormontate da una figura di pavone, che sono portati in giro nei villaggi yazidici per le questue. Sono numerosissimi gli interdetti. I libri sacri principali sono due, il Libro Nero e il Libro della Rivelazione, di cui abbiamo redazione araba e curda e che scritti in origine in lettere arabo-persiane, furono poi traslitterati in una speciale scrittura crittica. Credenze e pratiche dànno concordemente alla religione yazidica un carattere entusiastico e passionale, iniziatico e mistico, che corrisponde assai bene alla religiosità gnostica e più concretamente a quella delle predette sette estreme di origine alide.

La comunità ha un ordinamento di tipo teocratico: gli yazidi sono divisi in due grandi categorie, laici (detti muridan) e chierici ( a loro volta divisi in più categorie). A capo della comunità sono due autorità, una religiosa, il capo degli Shaikh, e il Principe dei Principi, o Capo supremo, appartenente a famiglia che pretende discendere da Yazid ibn Muawiyah.