Lunedì 24 Giugno 2024
Beppe Boni
Esteri

Il ruolo della contraerea italiana nella Nato

Mentre la Finlandia entra nella Nato tocca alla contraerea italiana controllare il lato Est dell'Alleanza atlantica

Uno dei mezzi italiani per la difesa aerea

Uno dei mezzi italiani per la difesa aerea

La missione missilistica italiana SAMP/T è stata schierata in Slovacchia ed ha sostituito l’assetto Patriot degli Stati Uniti.

La Difesa italiana attraverso il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), ha allestito a Malacky il sistema missilistico di difesa aerea SAMP/T, con 150 artiglieri controaerei dell’Esercito inquadrati nell’operazione Nato chiamata enhanced Vigilance Activity.

In questi giorni, accolto a Malacky dall’ambasciatrice d’Italia in Slovacchia, Catherine Flumiani, il comandante del COVI, generale Francesco Paolo Figliuolo, ha fatto visita al Task Group italiano e ha parlato ai soldati: “Siete riusciti ad essere operativi in tempi brevissimi. Avete conseguito l’omologazione di sicurezza del sistema e l’autorizzazione a operare da parte della Host Nation in pochissime settimane. Siamo qui per dare continuità all’iniziativa di rafforzamento della difesa aerea di un paese alleato, per rispondere a una minaccia che dal febbraio dell’anno scorso incombe sul nostro continente, sul nostro stile di vita, su quei valori di libertà e di democrazia che mai, nella storia più recente, sono stati messi in discussione come ora”.

I militari italiani sono impegnati in attività funzionali al raggiungimento della cosiddetta Full Operational Capability, che consentirà al Task Group e al sistema SAMP/T di inserirsi in modo stabile nella rete Integrated Air and Missile Defense dell’Alleanza. Il contingente italiano è guidato dal tenente colonnello Michele Vellucci ed è composto prevalentemente da uomini e donne provenienti dal Comando Artiglieria Controaerei di Sabaudia e dal 4° Reggimento “Peschiera” di Mantova.

Il SAMP/T italiano è un sistema missilistico di ultima generazione e l' attuale versione è in grado di contrastare minacce aeree e missili balistici tattici. L'esercito italiano dispone di 5 batterie che, dall’entrata in servizio nel 2013, sono state impiegate in diverse attività operative. Tra il 2015 ed il 2016 un’unità SAMP/T è stata schierata a Roma per la sorveglianza dei cieli della Capitale in occasione del Giubileo mentre una seconda batteria è stata schierata in Turchia nell’ambito dell’operazione Nato “Active Fence” dal giugno 2016 al dicembre 2019, garantendo la sorveglianza, 24 ore su 24, della città di Kahramanmaras, sul confine sud-est dell’Alleanza Atlantica, contro possibili lanci di missili balistici tattici provenienti dal territorio siriano.

In circa 12 mesi è aumentato di cinque volte il numero dei militari italiani schierati in Europa orientale alle frontiere con Ucraina, Russia e Bielorussia con contingenti di terra e dell'aeronautica. Sui circa 7.000 gli effettivi impiegati attualmente in missioni internazionali, ma quasi 1.500 sono dislocati, con tendenza all'aumento, nell'ambito della Nato nel possibile “contenimento” delle forze armate russe in conseguenza dell'invasione dell'Ucraina. A partire del 2014 l’Alleanza atlantica ha rinforzato la vigilanza sul fianco est come mai era accaduto prima.

Nelle Repubbliche baltiche, in Polonia, Romania, Bulgaria e Ungheria, sono state allestite grandi installazioni terrestri, aeree e navali, utilizzando le più sofisticate tecnologie disponibili, in buona parte con l’utilizzo dei droni e delle armi automatizzate, cyber-spaziali e nucleari.