Domenica 14 Aprile 2024

Il piano Ue per le armi. Acquisti congiunti e spesa da aumentare

Domani la presentazione: la strategia di Bruxelles

Il piano Ue per le armi. Acquisti congiunti e spesa da aumentare

Sopra, distruzione e disperazione a Rafah; a sinistra, Ursula von der Leyen, 65 anni

ROMA

Il motto romano del “si vis pacem para bellum“ (se vuoi la pace prepara la guerra) è al cuore del principio di deterrenza ed è sempre attuale anche perché ancora vive sono le ambizioni imperialiste di Vladimir Putin di fronte alle quali, l’Europa, una Europa che teme di trovarsi a novembre scoperta sul fronte atlantico in caso di vittoria dell’isolazionista Donald Trump alle presidenziali americane, ha percepito la minaccia e ora sta (con calma, dopo ben due anni di guerra in Ucraina...) cercando di prendere delle contromisure.

In questo senso è significativo il voto del Parlamento Europeo – 451 a favore, 46 contrari e 49 astensioni – che venerdì ha invitato a "sostenere l’Ucraina con tutto quello che è necessario per vincere la guerra contro la Russia". In prospettiva è ancora più significativa la nuova strategia Ue per l’industria della difesa che la Commissione Europea presenterà domani: una strategia che prevede più acquisti congiunti di armi e un piano di azione per accelerare la produzione in Europa, in modo da affiancarsi almeno in parte della produzione statunitense e di mettersi in grado di fornire più armi a Kiev ma soprattutto resistere alla pressione russa anche dopo la risoluzione della crisi ucraina.

"I rischi di guerra non vanno gonfiati, ma affrontati – ha detto la numero uno della Commissione Ursula von der Leyen – e questo inizia con l’urgente necessità di ricostruire, rifornire e modernizzare le forze armate degli Stati membri. Spendere di più, spendere meglio, spendere in modo europeo. Dare priorità agli appalti congiunti per la difesa, proprio come abbiamo fatto con i vaccini o con il gas naturale".L’obiettivo è arrivare per il 2035 (che è dopodomani) almeno alla metà del valore di mercato della difesa Ue sia realizzato nei confini continentali, che sia varato un piano di investimenti da 1.5 miliardi di euro entro il 2027 e che la Bei possa avere un nuovo ruolo nel finanziamento e che un nuovo organismo, il Defence industrial readiness board, possa migliorare la cooperazione tra paesi membri per dare vita a progetti comuni e migliorare le forniture. Che grazie alla Russia, è la convinzione, ci saranno.

"L’Italia, come la maggior parte delle nazioni – ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto in una intervista al Corsera – non può farcela a difendersi da sola. Ci dicono da anni che per godere di una difesa collettiva dovremmo almeno contribuire con il 2% del Pil". Il che non abbiamo fatto. Adesso è (molto) meglio spendere in maniera efficiente assieme ai partner europei. "Bisogna coordinarsi con gli alleati, partendo dall’Europa – dice Crosetto – bisogna organizzare forze comuni, addestramento comune, far dialogare sistemi di difesa diversi per integrarli". Non sarà una passeggiata ed è prevedibile che Putin cercherà – con la disinformazione, come faceva l’Unione Sovietica – di usare strumentalmente il pacifismo per mettere qualche zeppa che rallenti il processo.

a. farr.