Martedì 28 Maggio 2024

Il giorno nero di Israele. Capo degli 007 militari lascia per il raid di Hamas: "Il 7 ottobre un fallimento"

Il generale Haliva: non siamo stati all’altezza del compito che ci era stato affidato. Investiti tre passanti a Gerusalemme, catturati due attentatori palestinesi.

di Aldo Baquis

TEL AVIV

Scossone ai vertici delle forze armate israeliane. Il capo dell’intelligence militare, il generale Aharon Haliva, ha informato il capo di Stato maggiore Herzi Halevi che lascerà il proprio incarico, appena sarà nominato un successore, alla luce del fallimento della sua unità avvenuto il 7 ottobre quando Israele fu colto di totale sorpresa dall’attacco sferrato da migliaia di miliziani di Hamas. "L’intelligence che operava sotto il mio comando – ha scritto Haliva a Halevi – non è stato all’altezza della missione che ci era stata affidata. Da allora porto con me quel giorno nero, giorno dopo giorno, notte dopo notte, per sempre porterò con me il tremendo dolore per la guerra".

In questi mesi Haliva è stato al centro di polemiche perché per anni aveva sostenuto con insistenza che Hamas era bloccato dal deterrente militare di Israele. In seguito si sarebbe appreso che l’intelligence conosceva in dettaglio i piani elaborati da Hamas per occupare kibbutzim ed altre località all’interno di Israele, ma li aveva sottovalutati ritenendoli "pure aspirazioni" non connesse alla realtà. Lo stesso errore di valutazione gli è stato attribuito anche riguardo il potenziale offensivo degli Hezbollah libanesi. "Dovremo adesso istituire una commissione ufficiale di inchiesta – ha proseguito Haliva – per esaminare in maniera approfondita ed estesa tutte le circostanze di quegli eventi drammatici". Analisti militari ritengono che Haliva abbia deciso di farsi da parte adesso, visto che la guerra a Gaza ristagna. Prevedono che il suo gesto sarà emulato da altri responsabili alla sicurezza, fra cui il capo dello Shin Bet (sicurezza interna) Ronen Bar. Ieri intanto anche il comandante militare della Cisgiordania, il generale Yehuda Fuchs ha reso noto che questa estate lascerà l’incarico.

Questi sviluppi avvengono mentre l’esercito deve affrontare una crisi inaspettata con gli Stati Uniti che, secondo anticipazioni del segretario di Stato, Antony Blinken, si accingono a boicottare un intero battaglione di Zahal – ‘Netzah Yehuda’, composto in prevalenza da soldati di origine ortodossa – perché si sarebbe macchiato di violenze verso civili palestinesi della Cisgiordania. Il ministro della Difesa, Yoav Gallant, sta cercando ancora di convincere gli Stati Uniti a recedere dal provvedimento, che segue analoghe sanzioni nei confronti di coloni ultrà e di una organizzazione nazionalista ebraica. Gallant ha inoltre scelto di celebrare ieri l’inizio della Pasqua ebraica – che ricorda la fine della schiavitù di Egitto – fra i militari di ‘Netzah Yehuda’.

L’atmosfera di festa è quest’anno offuscata in Israele a causa della assenza di 133 israeliani tuttora prigionieri di Hamas a Gaza. Nelle frange dell’ebraismo estremo alcuni hanno pensato che per propiziare la liberazione degli ostaggi sarebbe stato opportuno compiere un sacrificio pasquale di capretti nel Monte del Tempio, ossia la Spianata delle Moschee. La polizia era in allerta e ha intercettato 13 attivisti del movimento ‘El ha-Har’ prima che raggiungessero la Città Vecchia di Gerusalemme dove la loro presenza avrebbe potuto innescare incidenti con i palestinesi. Se fossero riusciti nella loro missione, era stato promesso loro un premio speciale di 50mila shekel, 12mila euro. In un’altra zona di Gerusalemme due palestinesi a bordo di un’automobile hanno travolto e ferito tre passanti. Sono poi scesi dal veicolo per compiere una strage, ma il loro fucile si è inceppato e i due sono stati poi catturati nelle vicinanze.