Martedì 28 Maggio 2024
GIAMPAOLO PIOLI
Esteri

Trump, il caso della pornostar. Il tycoon a processo: "Pagò per il silenzio"

L’ex presidente vuole trasformare il procedimento in pubblicità elettorale. Testimonierà in aula. E se venisse eletto si autoassolverebbe per decreto.

Roma, 15 aprile 2024 – Alla Trump Tower tutto il personale dell’ex presidente è tornato in servizio a tempo pieno. La sua squadra elettorale ha spostato il quartier generale da Mar a Lago in Florida, a New York. La polizia è agli ingressi del grattacielo di cristallo nero con le transenne per strada come ai vecchi tempi. Donald Trump da questa mattina sarà il primo ex presidente degli Stati Uniti e candidato alla Casa Bianca a dividere le sue giornate fra tribunale e comizi. Il primo presidente a sostenere un processo criminale che, oltre alle sanzioni pecuniarie, alle quali Trump è abituato, se ritenuto colpevole, lo potrebbe portare in carcere.

L’ex presidente vuole trasformare il procedimento in pubblicità elettorale. Testimonierà in aula. E se venisse eletto si autoassolverebbe per decreto
L’ex presidente vuole trasformare il procedimento in pubblicità elettorale. Testimonierà in aula. E se venisse eletto si autoassolverebbe per decreto

Trump infatti non è solo accusato di frode e falso in bilancio societario per aver distorto i suoi libri contabili nel tentativo di nascondere il pagamento di 130mila dollari spesi per comprare il silenzio di una pornostar con la quale aveva passato una notte. È anche accusato di averlo fatto utilizzando fondi della sua campagna elettorale rigidamente regolati dalle leggi di New York. Lui si è già dichiarato innocente. Ha detto che quei fondi erano stati versati al suo ex avvocato e oggi arcinemico Michael Cohen, uno dei testimoni chiave del processo, per i suoi servizi legali. Cohen sostiene che è stato invece Trump a ordinagli di pagare la spogliarellista Stormy Daniel perché non rivelasse il loro affare.

L’ex presidente, insuperabile nel creare un circo mediatico intorno a lui, vuole sfruttare le telecamere e ha promesso che sarà sempre presente in aula pronto a testimoniare quando verrà chiamato alla sbarra. Ma soprattutto da oggi sarà in aula per presenziare alla scelta dei giurati e per guardarli in faccia. La selezione avverrà in 6 settimane. A ciascuno convocato è stato chiesto di compilare 42 domane di un questionario bizzarro dove si deve dichiarare se si è mai stati dipendenti di Trump o suoi sostentiori, se si guardano network televisivi come Fox news o quelli dell’estrema destra come Max, se in pratica si dispone gia di un’opinione pro Trump o anti Trump.

Tutti i media americani sono già piazzati fuori dai tribunali di Manhattan. In aula potrà accedere un ristretto numero di giornalisti e avvocati e il procedimento non potrà essere trasmesso in diretta. Complessivamente Donald deve affrontare 94 capi di accusa suddivisi in 4 processi diversi che il presidente dopo aver speso oltre 350 milioni in avvocati, tenta di rinviare a dopo la scadenza elettorale.

Il suo piano è lucido. Se vincesse nuovamente la Casa Bianca potrebbe azzerarli uno dopo l’altro e si potrebbe autoperdonare per il passato con decreto presidenziale. Ma il piano B prevede anche che i suoi uomini siano pronti a dichiarare che anche le elezioni del 2024 saranno elezioni truffa. Soprattutto se riconfermassero "il corrotto Joe Biden" alla presidenza. In aula però ci saranno testimoni veri e dovranno prevalere i fatti e non i complotti.