I tre ostaggi uccisi. Israele fa mea culpa: "Alzavano bandiera bianca. Regole d’ingaggio violate"

Una 27enne, sequestrata al rave, morta nella Striscia. I parenti dei rapiti: ora negoziate. A Oslo summit tra Mossad e Qatar. Tensioni nel Mar Rosso, Msc ferma le navi.

I tre ostaggi uccisi. Israele fa mea culpa: "Alzavano bandiera bianca. Regole d’ingaggio violate"
I tre ostaggi uccisi. Israele fa mea culpa: "Alzavano bandiera bianca. Regole d’ingaggio violate"

Lo psicodramma dei tre ostaggi – Yotam Haim, Alon Shamriz e Samer Fuad El-Talalka – sfuggiti ad Hamas ma freddati da una pattuglia dell’esercito israeliano nonostante avessero una bandiera bianca e si fossero tolti le magliette per indicare che non avevano giubbotti esplosivi, imbarazza l’intero Paese, compreso il Capo di Stato maggiore Herzi Halevi: "Le Idf e io come comandante siamo responsabili per quello che è successo e faremo di tutto per impedire che si ripetano simili incidenti". Dopo non averlo fatto sabato, e sommerso dalle critiche per questo, ieri ha parlato anche il premier Netanyahu. "La tragica morte dei tre ostaggi – ha detto – spezza il cuore a me e alla nazione. Avevano toccato la salvezza e invece è successo il disastro...impareremo la lezione". Un altro fronte si è aperto , invece, con Macron: un agente diplomatico francese è morto dopo essere stato ferito in un bombardamento che ha colpito la casa dove si rifugiava a Rafah. Parigi condanna e chiede di fae luce sul’accaduto.

Per le famiglie degli ostaggi il tempo è scaduto: "Stiamo solo recuperando cadaveri. Vogliamo che accanto ai combattimenti riavviate i negoziati". Per premere sul gabinetto di guerra le famiglie hanno così deciso di accamparsi di fronte all’entrata della base militare di Kirya perchè ogni giorno che passa porta nuovo dolore ai parenti dei rapiti: ieri è stata comunicata la morte di un altro ostaggio israeliano in cattività a Gaza: Inbar Haiman, di 27 anni, studentessa d’arte , rapita alla festa musicale di Reim lo scorso 7 ottobre.

Ieri sera il premier Netanyahu ha detto che Israele manterrà "tutti gli sforzi militari e diplomatici per riportare a casa tutti gli ostaggi". Ma Hamas non intende liberarli a guerra in corso. "Se Israele vuole riportare vivi a casa i suoi civili e i suoi soldati – ha detto un alto funzionario di Hamas, Osama Hamdan – questo non accadrà mai a meno che non fermi completamente l’aggressione e negozi un accordo". Per tentare di riallacciare le fila il capo del Mossad, David Barnea, ha incontrato in Europa – pare ad Oslo – il premier del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, ha visto il ministro della Difesa Yoav Gallant, il capo di Stato Maggiore Herzi Halevi e il capo dello Shin Ber Ronen Bar.

Gli attacchi dei ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran nello Yemen, alle navi nel Mar Rosso rischiano di cambiare di cambiare le vie del commercio internazionale: la società francese Cma Cgm e la Msc hanno annunciato che smetteranno di utilizzare il Canale di Suez.

Alessandro Farruggia