Martedì 18 Giugno 2024

Eva Kaili scarcerata dopo 4 mesi, va ai domiciliari con braccialetto elettronico

L’ex vicepresidente del Parlamento Ue coinvolta nel caso ‘Qatargate’ era sottoposta a custodia preventiva. L’avvocato: “Esce di prigione a testa alta, non ha confessato reati che non ha commesso”

Eva Kaili (Imagoeconomica)

Eva Kaili (Imagoeconomica)

Bruxelles, 12 aprile 2023 – E’ uscita di carcere l’ex vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili. All’eurodeputata, indagata per corruzione dalla giustizia belga nello scandalo Qatargate, sono stati concessi i domiciliari con l’obbligo di braccialetto elettronico. “Una decisione logica che abbiamo atteso per fin troppo tempo", ha commentato l’avvocato Sven Mary.

Si trattava di una carcerazione preventiva, visto che nei confronti di Kaili non c’è stato ancora nessun processo. Kaili, madre di una bimba di 2 anni, era rinchiusa in cella a Bruxelles dal 9 dicembre scorso. Era rimasta l’unica dietro le sbarre tra le persone coinvolte nel caso. Il compagno, l’italiano Francesco Giorgi, suo ex assistente, è stato rilasciato a fine febbraio, anche lui sottoposto a controllo elettronico.

"Eva Kaili esce di prigione a testa alta e con dignità, non ha confessato reati che non ha commesso, lotterà per la sua innocenza fino alla fine”, ha dichiarato l’altro legale di Kaili, Michalis Dimitrakopoulos. 

Kaili è accusata di corruzione, riciclaggio di denaro e partecipazione a un'organizzazione criminale, che avrebbe spostato "ingenti somme di denaro", da Qatar e Marocco, in favore di politici europei, per influenzare le decisioni Ue.

I due Paesi respingono ogni accusa, la difesa di Kaili ne sostiene la completa estraneità ai fatti. 

Kaili: “Ho pensato al suicidio”

"Sono innocente, lo dimostrerò – ha dichiarato Eva Kaili di recente –. Mi sento un trofeo, il trofeo di una persecuzione politica di cui fa parte un pregiudizio, un pregiudizio che comunque c'è nei confronti dei parlamentari e dei politici del Sud Europa. I maltesi, i greci, gli italiani e così via”. A fine marzo Kaili aveva ricevuto la visita di Deborah Bergamini, deputata di Forza Italia, membro della delegazione Italiana all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, che proprio sulla detenzione di Kaili a gennaio aveva presentato un'interrogazione alla segretaria generale del Consiglio d'Europa Marija Buric. "Lei è la prima parlamentare che viene qui in carcere per vedere come sto - le avrebbe detto Kaili secondo quanto riportava il Corriere della Sera. Finora non è venuto nessuno. Nessuno dal mio partito, nessuno dalla mia Grecia. Dopo il clamore dei primi giorni di questa vicenda non parla più nessuno. Vengo ignorata, sono stata dimenticata, anzi cancellata. Nelle prime sei settimane mi è capitato di pensare al suicidio. Più volte. Poi è scattato qualcosa".