Lunedì 20 Maggio 2024
MARTA OTTAVIANI
Esteri

Elezioni in Turchia, stavolta Erdogan si gioca tutto. Il rivale: i russi inquinano il voto

Il risultato del voto è in discussione, veleni e tensioni. I sondaggi danno Kilicdaroglu in vantaggio. Il Sultano, costretto a inseguire dopo vent’anni di potere, evoca il golpe del 2016

Ankara, sostenitori del candidato alla presidenza della Turchia Kemal Kilicdaroglu, leader dell'opposizione a Erdogan (Ansa)

Ankara, sostenitori del candidato alla presidenza della Turchia Kemal Kilicdaroglu, leader dell'opposizione a Erdogan (Ansa)

Roma, 13 maggio 2023 – La buona notizia è che, per una volta tanto, il popolo turco va al voto senza un risultato già scritto. La cattiva notizia è che, secondo alcuni analisti, può succedere di tutto e in quel ‘di tutto’ ci sono anche le ipotesi peggiori, come provocazioni e proteste di piazza se qualcuno dovesse non accettare il risultato delle urne. Per fare stare tutti meno tranquilli, ieri il presidente Recep Tayyip Erdogan, che guida la Turchia da due decenni, ha ricordato la drammatica notte del golpe, quando incitò i turchi a scendere in piazza. In questo clima, domani si vota per il Parlamento e il nuovo Capo dello Stato, e raramente la gente a Istanbul ha avuto così poca voglia di parlare dell’imminente chiamata alle urne.

Ankara, sostenitori del candidato alla presidenza della Turchia Kemal Kilicdaroglu, leader dell'opposizione a Erdogan (Ansa)
Ankara, sostenitori del candidato alla presidenza della Turchia Kemal Kilicdaroglu, leader dell'opposizione a Erdogan (Ansa)

Le sorti del Paese, almeno a livello di interviste per strada, sono nelle mani dei taxisti. E se è vero, come dicono da queste parti, che i tassisti la sanno sempre più lunga degli altri, Tayyip, come lo chiamano tutti, può stare tranquillo. I sondaggi, però, la pensano in maniera diversa. Il leader dell’opposizione, Kemal Kilicdaroglu, che guida una coalizione formata da sei partiti di orientamento molto diverso e ha anche l’appoggio esterno dei curdi, in questo momento è attestato al 48-49% contro il 44-45% del presidente. Che, per la legge turca, significa secondo turno, il prossimo 28 maggio, mentre domani si deciderà solo la composizione del nuovo Parlamento. Secondo alcuni sondaggisti, però, Kilicdaroglu potrebbe spuntarla, anche se di pochissimo, già al primo turno.

La parola ai turchi, che, anche se sono molto meno inclini a commentare la scena politica rispetto al passato, è previsto vadano a votare in massa, cosa che, in realtà, fanno già di abitudine, ma in queste elezioni, che i giornali definiscono "storiche" ed "epocali" l’affluenza alle urne potrebbe sfiorare il 90%. Un piccolo assaggio è già stato dato al voto all’estero, dove, davanti a tutte le sedi diplomatiche della Mezzaluna, si sono registrate code di centinaia di persone, ansiose di esprimere la propria preferenza. L’opposizione non si sbilancia, ma ha fatto sapere che ai seggi andranno molti rappresentanti di lista per controllare la correttezza e la trasparenza delle operazioni.

"La democrazia turca ha delle imperfezioni – spiega CansuCamlibel, notista politica dell’emittente T24 – ma non credo ci siano gli estremi per temere brogli. L’unico episodio contestabile è quello del referendum del 2017. Ma poi le elezioni si sono sempre svolte regolarmente. E non concordo nemmeno con chi pensa che ci saranno tensioni. Quando Imamoglu ha vinto le elezioni come sindaco di Istanbul contro il candidato di Erdogan non è successo nulla".

Secondo il quotidiano Sozcu,è stata la campagna elettorale più scorretta di sempre. Il capo di Stato ha definito il suo avversario più volte un ubriacone. La leader dell’IyiParti Meral Aksener, nazionalista che appoggia Kilicdaroglu, ha promesso di cacciare la coalizione islamo-nazionalista a colpi di scopa, con tanto di ramazza di paglia sul palco, come in Italia non se ne vedono quasi più e che ricordano quelle della nonna. Fosse solo questo, andrebbe già bene. A Erzurum, località dell’Anatolia che rappresenta uno dei feudi dell’Akp, il partito del presidente Erdogan, il pullman del sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, giovane promessa politica dell’opposizione, è stato preso a sassate senza che la polizia intervenisse per difenderlo. Ciliegina sulla torta, Kilicdaroglu ha accusato la Russia di cercare di influenzare il voto con la diffusione sul web di contenuti falsi, ovviamente a favore di Erdogan.

Il grande sfidante, che potrebbe riuscire in un’impresa che molti in Turchia ritengono ancora impossibile, sta facendo comizi in tutte le piazze del Paese e sul web con video girati in una cucina. Uno dei temi più scottanti di questa campagna elettorale, infatti, è l’economia, di solito il cavallo di battaglia per eccellenza del presidente, che stavolta invece potrebbe farlo perdere. L’inflazione è sopra il 50% da mesi, con tutte le ricadute sulle tasche del ceto medio, proprio uno dei bacini elettorali di Erdogan. Per questo il leader dell’opposizione ha voluto mostrare, soprattutto alle donne, gli effetti delle politiche del presidente sulle tasche dei turchi. A remare contro Erdogan c’è anche il disastroso terremoto dello scorso 6 febbraio, con oltre 50mila vittime e che costerà alle casse dello Stato 100 miliardi di dollari. Dopo aver messo in galera oltre 100 imprenditori nel settore edile, ieri Erdogan ha accettato le dimissioni di Kerem Kinik, il capo della Mezzaluna rossa. Chissà se basterà a convincere il popolo turco che lui non ha alcuna responsabilità.