“Il Covid-19 fu isolato e mappato dalla Cina due settimane prima di annunciarlo al mondo”. Bassetti: “Se vero, è un fatto gravissimo”

Un’inchiesta del Wall Street Journal, basata su documenti di una commissione della Camera Usa, sostiene che Pechino ha tardato 15 giorni prima di condividere il dati sul virus con l’Oms

Test per coronavirus a Wuhan

Test per coronavirus a Wuhan

Roma, 18 gennaio 2024 - La Cina isolò e mappò il Covid-19 due settimane prima di svelare il rischio di pandemia al resto del mondo. Lo rivela il Wall Street Journal che ha visionato i documenti che una commissione della Camera ha inoltrato al Dipartimento della Sanità americano. Pechino, secondo l'inchiesta avrebbe tardato 15 giorni prima di condividere la sequenza con l'Oms.

Un colpevole ritardo nella comunicazione che avrebbe influito sulla prima reazione sanitaria a livello mondiale, due settimane che avrebbero potuto rivelarsi fondamentali per aiutare la comunità medica internazionale a comprendere come si diffonde il Covid-19, a sviluppare le difese mediche, e alla ricerca di un vaccino. Ma alla fine del 2019, gli scienziati e i governi di tutto il mondo stavano ancora brancolando nel buio davanti alla misteriosa malattia che causerà circa 7 milioni di decessi.

Secondo il quotidiano inoltre questo blackout di comunicazione da parte di Pechino fa sorgere dei dubbi anche sull'origine del virus, per le autorità cinesi scaturito dall'infezione di un animale in un mercato di Wuhan, ma secondo molti esperti sfuggito dall'Institute of Virology della città cinese dove per primo rilevato a fine 2019.

Dell'incidente di laboratorio na aveva già parlato anche il professor George Gao, un virologo cinese che fu a capo della risposta al Covid. Gao, intervistato dalla Bbc a fine maggio del 2023, non aveva escluso la fuga del virus da un centro di ricerca di Wuhan.

Ora la commissione della Camera Usa nella sua inchiesta ha scoperto che il ricercatore Lili Ren dell'Institute of Pathogen Biology di Pechino registrò il 28 dicembre 2019 una sequenza pressoché completa della struttura del virus. Negli stessi giorni il governo cinese parlava di un focolaio scoppiato a novembre e causato da una polmonite virale "sconosciuta".

Bassetti: "Scandaloso, un fatto gravissimo"

"Se è vero quello che ha scritto il 'Wall Street Journal' sulla Cina, siamo di fronte ad un fatto gravissimo. La modalità che noi scienziati usiamo è che, quando siamo di fronte ad un virus nuovo, mettiamo ogni notizia o studio a disposizione della comunità scientifica. Averlo ritardato di 14 giorni è gravissimo anche dal punto di vista medico-scientifico. Se avessimo avuto alcune informazioni prima, magari potevamo avere test prima e lavorare sui farmaci con anticipo. Io mi ricordo quel dicembre del 2019 e se i cinesi avevano già mappato Sars-CoV-2 è un fatto scandaloso. Va condannato da tutta la comunità scientifica", è stato il commento rilasciato all'Adnkronos Salute di Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive dell'ospedale Policlinico San Martino di Genova, all'inchiesta del Wsj.  

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