Martedì 16 Aprile 2024

La storia di Commander, il cane di Biden che ha morso uomini dei servizi segreti in 24 occasioni

Lo dicono documenti consultati dalla Cnn. Il numero sarebbe parziale, non includerebbe gli incidenti segnalati dall’amministrazione. Il pastore tedesco è stato allontanato dalla Casa Bianca a ottobre

Washington, 22 febbraio 2024 – Così addestrato a difendere il presidente Usa Joe Biden da aver morso gli uomini del Secret Service in almeno 24 occasioni alla Casa Bianca e altrove.

Commander, il pastore tedesco di Joe Biden, prima di essere allontanato ha messo a dura prova la squadra della sicurezza. Lo rivelano documenti interni dell’USSS di cui la Cnn ha preso visione.

Il numero sembra parziale, non includerebbe gli incidenti che sono stati segnalati dall’amministrazione e che hanno portato la famiglia presidenziale ad allontanare il cane dalla residenza, a ottobre.

Clicca qui se vuoi iscriverti al canale WhatsApp di Qn

Cosa dicono le carte

Le carte rivelano quanto la situazione fosse diventata un serio problema per le centinaia di agenti e altri dipendenti che si occupano di Biden, tanto che il Secret Service a un certo punto è stato costretto a cambiare tattica in presenza di Commander. “L’ordine è lasciare più spazio al cane”, si legge in uno dei documenti interni. Un avvertimento arrivato mesi prima che il pastore tedesco fosse allontanato.

Il precedente di Major

Commander era arrivato alla Casa Bianca nel 2021 per sostituire un altro dei cani di Biden, Major, perché anche lui aveva morso diversi membri dello staff ed era stato per questo rispedito nella casa di famiglia nel Delaware. "La Casa Bianca può essere un ambiente stressante per gli animali domestici", aveva commentato la portavoce di Jill Biden. "La First Family continua a lavorare sui modi per aiutare Commander a gestire la natura spesso imprevedibile dell'habitat della Casa Bianca". Fino alla resa finale.

La decisione di allontanare Commander

Alla fine si era optato per la soluzione più drastica, l’allontanamento del ‘dog in chief’, anche per evitare l’eccessiva attenzione della stampa conservatrice, che aveva riferito di diversi episodi in cui gli animali del presidente avevano mostrato un comportamento “aggressivo”, incluso uno che aveva visto un agente afferrare una sedia utilizzandola come scudo perché Commander, dalla cima di una scala, aveva cominciato ad abbaiare contro di lui.