Malaga, 22 gennaio 2019 - Aggrapparsi alla speranza ora è davvero dura. Siamo al nono giorno, ancora non è iniziata la fase finale per trovare Julen, il bambino di 2 anni caduto nel pozzo domenica scorsa a Malaga, in Spagna. Le ultime news continuano a essere deludenti, anche a fine giornata: il tunnel parallelo, che ieri era stato dichiarato "terminato" e che oggi invece è stato scavato di nuovo per un "errore di calcolo" - così dice La Vanguardia - non è stato portato ancora a termine. Da stamani - e così nel pomeriggio - i soccorritori hanno dovuto lavorare per allargarlo perché i tubi di metallo necessari al rivestimento della galleria "erano troppo grandi" rispetto alla galleria stessa. Nuovi ritardi, dunque, che allontanano la speranza di trovare vivo il piccolo Julen. 

Aggiornamento 25 gennaio: "Minatori a metà degli scavi"

Aggiornamento 24 gennaio: "Problemi risolti, minatori pronti a salvare Julen"

Aggiornamento 23 gennaio: "Tunnel finito". Ma spuntano nuovi problemi tecnici

Conclusi i lavori alla galleria (non si sa, a questo punto, in quanto tempo), domani, mercoledì, i minatori dovrebbero calarvisi dentro per scavare il collegamento con il pozzo di Julen. "Questa operazione dovrebbe durare non meno di 24 ore", prevedono i soccorritori. E, a questo punto, pare plausibile che la fine dei lavori slitti a giovedì. Obbligatorio l'uso del condizionale, perché le complicazioni nelle perforazioni e i problemi a scavare quel terreno arcigno e infame, hanno comportato un'infinita serie di ritardi nelle operazioni di salvataggio del piccolo. E non solo. Perché i soccorritori non sono ancora del tutto certi che Julen si trovi in quel punto. Se non dovessero raggiungerlo, sarebbero obbligati a scavare ancora. 

Il pozzo dove è caduto Julen (Ansa)

Serve un miracolo, forse qualcosa di più. "Improbabile, se non impossibile, che un bimbo di 2 anni possa resistere per nove giorni sotto terra e dopo una caduta spaventosa", commentano in molti sui social. E, in effetti, va ricordato che il pozzo dove è caduto Julen, è profondo 107 metri, la stessa altezza di un palazzo di 35 piani, e largo 25 centrimetri, come una spanna di una mano. Ma non importa. L'obiettivo è trovare il piccolo. Restituirlo ai genitori che non hanno mai smesso di sperare. "Sappiamo che è vivo, un angelo sta aiutando il nostro Julen", ha detto qualche giorno fa il padre. Il riferimento all'angelo è al loro secondo figlio, morto nel 2017 per un problema cardiaco all'età di tre anni. 

LA MAPPA

I lavori. I soccorritori nel pomeriggio hanno proceduto ad allargare il tunnel verticale parallelo al pozzo di Julen. "Doveva essere terminato ieri", così dicevano tutti i siti spagnoli. E invece, stamani, si è scoperto che i tubi di metallo necessari al rivestimento della galleria erano di dimensioni maggiori rispetto alla galleria stessa. E così si continua a trapanare, finché finalmente il tunnel sarà terminato. Un'operazione che "non sappiamo quanto possa durare", commentano i tecnici. Una volta terminato il tunnel, si procederà a metterlo in sicurezza con i tubi di metallo. A quel punto, due minatori si caleranno tramite un ascensore nella galleria. Raggiungeranno il fondo, a 60 metri di profondità, e inizieranno a scavare manualmente la galleria di 4 metri che collegherà il pozzo di Julen al tunnel verticale. A quel punto si spera di trovare il piccolo perché ancora non ci sono certezze sulla sua posizione. A 60 metri, infatti, sono state trovate rocce e fango che il piccolo si sarebbe portato dietro nella caduta. E dunque, sotto a quello strato potrebbe trovarsi Julen. Ma se così non fosse i lavori procederanno. E si continuerà a scavare fino in fondo, a 106 metri. 

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Il pozzo. Intanto, il Servizio di Protezione della Natura sta cercando di determinare come il pozzo venne fatto e se aveva tutti i permessi necessari.