Le persone accorse per seguire le ricerche di Julen (Ansa)
Le persone accorse per seguire le ricerche di Julen (Ansa)

Malaga, 18 gennaio 2019 - Sesto giorno. È dura, ma nessuno perde le speranze per trovare vivo il piccolo Julen, il bimbo di 2 anni caduto domenica scorsa in un pozzo a Malaga, Spagna. 107 metri sotto terra, la stessa altezza del duomo di Milano. Un buco largo 25 centrimetri, come una spanna di una mano. I soccorritori non si perdono d'animo e lavorano senza freni giorno e notte. "Speriamo di salvarlo entro lunedì", sostengono i minatori. "Il georadar ha trovato un buco di 15 metri" nel punto in cui dovrebbe essere il bimbo e "questo aumenta le speranze di trovarlo vivo", spiegano i soccorritori ai media spagnoli. "Non ci fermeremo nemmeno un minuto. Nessuno di noi dubita che riusciremo a tirare fuori il piccolo da laggiù", aggiunge Maria Gomez, sottodelegata del governo a Malaga. Secondo le ultime news, oggi iniziano i lavori di perforazione delle gallerie verticali parallele al pozzo. "Julen dovrebbe trovarsi a 80 metri di profondità", sostengono gli esperti. I minatori, terminata la perforazione, si caleranno e inizieranno a scavare manualmente il collegamento con il pozzo del piccolo. A quel punto si spera di trovarlo. 

Aggiornamento: le notizie si sabato 19 gennaio

#mimanoaJulen la Spagna è vicina alla famiglia 

Il luogo dove si cerca Julen, il bambino caduto nel pozzo (screenshot da Google Maps)

Dov'è Julen? È questa la prima domanda a cui molti vogliono dare una risposta certa. Il piccolo di 2 anni dovrebbe trovarsi a 80 metri di profondità in quel pozzo che scende fino a 107 metri sotto la superficie. I soccorritori hanno trovato lì un accumulo di rocce e fango che il piccolo si sarebbe trascinato dietro nella caduta. "Sotto quel tappo dovrebbe esserci Julen - spiegano gli esperti - Ma non abbiamo potuto aspirare via quelle rocce perché c'è il rischio che possa franare tutto su di lui". L'ultimo bagliore di speranza lo dà un minatore: "Sotto quel tappo potrebbe esserci anche una grotta", quindi ventilazione e ossigeno. E l'ipotesi sembra trovare una conferma da una notizia dell'ultima ora: "Il georadar ha trovato un buco di 15 metri nel punto in cui dovrebbe essere Julen" e "questo aumenta le speranze di trovarlo vivo", riportano i media spagnoli, aggiungendo che si tratta dello "stesso georadar che ha individuato i 33 minatori cileni rimasti intrappolati a San José nell'agosto 2010".

Speranze al lumicino per Julen. "C'è ventilazione"

La montagna tagliata (Ansa)

I lavori di oggi. Questo pomeriggio dovrebbe iniziare la perforazione delle due gallerie verticali parrallele al pozzo di Julen. Ieri la montagna è stata tagliata orizzontalmente di 25 metri per permettere la costruzione di una superficie piana dalla quale poi procedere a scavare le due gallerie. "Oggi si inizia a scendere fino a 71 metri", spiegano i minatori. Poi sarà il turno dei membri della Brigata di soccorso minerario delle Asturie, i primi che dovrebbero vedere Julen. "Scenderanno in fondo e inizieranno a scavare manualmente il collegamento con il pozzo del piccolo". Una volta completato il collegamento verrà inserita una telecamera per localizzare il bimbo". Se Julen non si dovesse trovare lì (a 71 metri) di profondità, si continuerà a scavare e scendere ulteriormente fino in fondo, a 107 metri.