Lunedì 15 Aprile 2024

Scambiati in culla da bambini, scoprono la verità a 70 anni. Il Canada si scusa

“Mi scuso per azioni che hanno danneggiato due bambini, due gruppi di genitori e due famiglie attraverso molte generazioni”, ha commentato il premier del Manitoba. Le famiglie si stanno conoscendo ora

Eddy Ambrose e Richard Beauvais assistono alle scuse del premier del Manitoba (Instagram)

Eddy Ambrose e Richard Beauvais assistono alle scuse del premier del Manitoba (Instagram)

Toronto (Canada), 22 marzo 2024 – Settant’anni nella famiglia sbagliata: questa è stata la vita di due uomini canadesi, scambiati il giorno della loro nascita all’ospedale di Arborg, nel 1955. Si tratta di Richard Beauvais, residente nel British Columbia, ed Eddy Ambrose, domiciliato nella provincia di Manitoba, a quasi 2.400 chilometri di distanza. A raccontare la bizzarra vicenda è Bbc News.

La verità ha cominciato a emergere quando Richard ha effettuato un test del Dna amatoriale per scoprire le sue origini etniche. Non che la sua famiglia non le avesse presenti: i Beauvais sono una fiera famiglia di origine indigena, specificamente appartenente alla categoria métis, il termine che indica coloro che hanno radici miste amerinde ed europee. D’altronde, l’uomo è membro della Manitoba Métis Federation. Eppure, il test ha parlato chiaro: le origini di Richard Beauvais sono polacche, ebraiche aschenazite e soprattutto ucraine.

Più o meno nello stesso periodo, anche una donna di Manitoba si è sottoposta a un test genetico, scoprendo di non essere imparentata con Eddy, l’uomo che ha sempre considerato suo fratello. Gli Ambrose sono di origine ucraina, mentre il Dna dell’uomo mostra origini ben diverse. La verità sullo scambio è venuta a galla dopo qualche indagine: sia Richard che Eddy sono nati nello stesso ospedale, e sono stati consegnati alle famiglie sbagliate.

A discapito del loro patrimonio genetico, i due sono stati cresciuti in culture totalmente diverse, ma hanno condiviso la traumatica esperienza della perdita dei propri genitori. Beauvais ha perso l’uomo che riteneva essere suo padre all’età di 3 anni, e ha poi dovuto occuparsi dei fratelli più piccoli e della madre, che per anni non si è ripresa dal lutto. Ha poi studiato in una scuola per ragazzi indigeni, venendo in seguito definitivamente allontanato dalla sua famiglia nell’ottica di una criticata politica di assimilazione. Ambrose è cresciuto addormentandosi con i suoni della musica tradizionale ucraina, diventando poi orfano all’età di 12 anni. C’è anche un dettaglio che, col senno di poi, commuove: nell’infanzia e nell’adolescenza, Eddy aveva incrociato varie volte una ragazza, quella che in realtà è sua sorella biologica. I due avrebbero chiacchierato, giocato a calcio nella stessa squadra e frequentato lo stesso laghetto di pesca. 

Ora il Canada chiede scusa. Dopo un’iniziale ‘no comment’ dovuto al fatto che l’ospedale in questione è di amministrazione municipale e non provinciale, ieri il premier del Manitoba Wab Kinew, davanti ai diretti interessati, si è detto pronto a mettersi nei loro panni: “Mi espongo oggi per presentargli le scuse che aspettavano da molto tempo, per azioni che hanno danneggiato due bambini, due gruppi di genitori e due famiglie attraverso molte generazioni”. 

L’avvocato dei due uomini, Bill Gange, si è detto “molto fiero” dei suoi assistiti, delle famiglie che li hanno cresciuti e di quelle che stanno scoprendo all’età di 68 anni. Legami si stanno creando e le figlie di Eddy Ambrose si sono persino tatuate “Beauvais” sulle braccia, per indicare il cognome che, in circostanze diverse, avrebbero avuto, e quei nuovi affetti che sono entrati improvvisamente nelle loro vite. 

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