Roma, 17 gennaio 2020 - Non c'è pace per l'Australia e i suoi koala: dopo gli incendi che hanno devastato le regioni oriente e meridionali, con un bilancio di 28 morti e un miliardo di animali uccisi, ora i koala che scappavano dalle fiamme sono trascinati nell'acqua dalle piogge torrenziali che si sono abbattute su alcune aree dello stato del Nuovo Galles del Sud. Due facce della stessa medaglia, quella dei cambiamenti climatici.

Che siano fiamme o fiumi d'acqua, è corsa contro il tempo per salvare il maggior numero possibile di animali. I media locali riferiscono da una parte di "scene apocalittiche" sull'isola dei Canguri dove la pioggia non è caduta e dall'altra un''Arca di Noè' in alcune zone della regione flagellata in contemporanea da incendi e alluvioni. Video mostrano koala zuppi d'acqua che si arrampicano sugli alberi di gomma per non essere trascinati dalle acque nel Parco dei rettili, sulla costa orientale a nord di Sydney. In immagini pubblicate dalla direzione del parco si vedono alcuni operatori, acqua fino alle ginocchia, che tengono in braccio marsupi e altri animali per salvarli. Cercano anche di impedire la fuga degli alligatori, dopo che il livello della laguna in cui vivono si è innalzato velocemente, al limite delle barriere di sicurezza.

"E' incredibile, solo la scorsa settimana ci stavamo adoperando contro gli incendi boschivi e ora ci troviamo in situazione di emergenza per salvare il parco e i suo occupanti da fiumi d'acqua", ha riferito il direttore Tim Faulkner, precisando di non aver visto alluvioni di tale entità da almeno 15 anni. La pioggia, attesa per molte settimane come una manna dal cielo per spegnere o contenere gli incendi, sta causando ingenti danni alla natura. Le autorità del Nuovo Galles del Sud confermano una "moria di pesci" in particolare nei fiumi Macleay e Hastings come nel lago di Tilba, prima a causa del manco di ossigeno nell'acqua durante gli incendi e ora per le ceneri dei fuochi cadute nei fiumi con le violente piogge. La morte di centinaia di migliaia di pesci di varie specie - triglie, aringhe, gobioni, pesci gatto - è stata accertata da ambientalisti e soccorritori, che per decine di chilometri non hanno più trovato alcun pesce vivo nei fiumi, ma solo rami spezzati, fogliami e ammassi di ceneri. Un vero e proprio disastro ambientale che avrà conseguenze decennali sulla fauna e la flora dei corsi d'acqua dolce dello stato australiano.