Venerdì 19 Aprile 2024

Attacco a Rafah, fonti israeliane: “Non siamo pronti, non avverrà presto”. Ma Netanyahu insiste: “É la linea rossa”. Guterres: “Sarebbe un girone infernale”

Esponenti politici e militari hanno detto alla Cnn che mancano ancora i piani di intervento dell’esercito e di evacuazione dei civili palestinesi

Roma, 11 marzo 2024 – Un attacco a Rafah non avverrà presto anche se Netanyahu insiste e indica nella città più a sud della Striscia di Gaza “la linea rossa” oltre la quale sconfiggere Hamas. Ma a dare un quadro più realistico sulle possibilità di un’azione efficace di Israele a Rafah sono esponenti politici e militari israeliani che, hanno detto alla Cnn e poi sono stati ripresi dai media israeliani, un attacco non potrà avvenire presto per almeno due motivi. Sia perché l'esercito non è ancora pronto sia perché non sono stati completati i piani per evacuare i civili palestinesi, centinaia di migliaia di persone che dall’inizio della guerra sono fuggite dalle proprie abitazioni e hanno cercato rifugio a sud della Striscia e per il cui spostamento occorrono almeno due settimane. Le stesse fonti hanno anche sottolineato che il Gabinetto israeliano non ha ancora approvato i piani sull'attacco. La Cnn aveva citato sullo stesso argomento e con lo stesso esito anche fonti Usa.

Soldati israeliani al confine della Striscia di Gaza
Soldati israeliani al confine della Striscia di Gaza

Netanyahu: “Rafah è la linea rossa”

Ma l’attacco a Rafah resta uno degli argomenti ricorrenti del premier israeliano Benjamin Netanyahu. E anche in questi ultimi giorni in cui viene percepito disaccordo tra Usa e Israele dopo le critiche del presidente americano Joe Biden e della vicepresidente Kamala Harris sulla situazione palestinese, Netanyahu ha comunque ribadito in un intervento a Fox News che c'è un ampio accordo tra lui e Biden, concordando entrambi sul fatto che i civili debbano essere evacuati da Rafah prima di un'operazione dell'Idf. ''Il presidente ed io siamo d'accordo che dobbiamo distruggere Hamas - ha detto il premier israeliano - Non possiamo lasciare un quarto dell'esercito terroristico di Hamas a Rafah. Abbiamo accordi sugli obiettivi fondamentali, ma abbiamo anche disaccordi. Alla fine è Israele che deve decidere e, lasciare intatte le forze di Hamas lì, è quella la linea rossa. Non possiamo lasciare che Hamas sopravviva''.

Guterres: “Operazione a Rafah? Sarebbe un girone infernale”

Un'operazione israeliana a Rafah farebbe "precipitare la popolazione palestinese in un girone infernale ancora più profondo. Il diritto internazionale umanitario è a brandelli”. Lo ha detto il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, che ha esortato Israele e Hamas a onorare il Ramadan "facendo tacere le armi" nella Striscia. Guterres ha poi chiesto il rilascio degli ostaggi israeliani detenuti da Hamas e la rimozione di "tutti gli ostacoli per garantire l'invio di aiuti salvavita alla velocità e a livello massiccio necessario" a Gaza, dove le Nazioni Unite hanno avvertito che un quarto della popolazione è sull'orlo della carestia. Con l’appello al cessate il fuoco per il Ramadan, Guterres ha sottolineato che “i civili disperati hanno bisogno di un'azione immediata”.

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