Giovedì 18 Aprile 2024

Alta tensione tra Tel Aviv e Teheran. La caccia di Israele ai capi pasdaran e l’ira di Khamenei: "Vi puniremo"

Da Soleimani ucciso nel 2020 al generale Zahedi vittima del raid a Damasco. I prossimi obiettivi del Mossad Prima reazione dell’Iran: attaccata una base militare americana in Siria dopo la tregua di febbraio

Roma, 3 aprile 2024 – Teheran reagisce, seppure in modo ancora non sostenuto, all’attacco che due giorni fa ha colpito il consolato iraniano a Damasco, uccidendo Mohamad Reza Zahedi, generale di brigata, nonché il leader più anziano del Corpo delle Guardie della Rivoluzione, noti anche come pasdaran e alle dirette dipendenze degli ayatollah.

Ieri, stabilita a febbraio, un drone militare lanciato da forze irachene vicine all’Iran ha colpito la base americana siriana di Tanf, non lontana dal confine con Iraq e Giordania. Teheran, per l’attacco di due giorni fa, condannato anche da Russia e Cina, punta il dito contro Washington e Gerusalemme, con gli Usa che, però, negano di essere stati informati. L’ayatollah Khamenei ha dichiarato: "Il malevolo regime di Israele sarà punito per mano dei nostri coraggiosi uomini".

I resti del consolato iraniano a Damasco, raso al suolo dai raid delle forze israeliane
I resti del consolato iraniano a Damasco, raso al suolo dai raid delle forze israeliane

La perdita di Zahedi rappresenta un duro colpo. Il militare, ucciso insieme con altre dodici persone, fra cui il suo vice, Mohammad Hadi Rahimi, era la figura di collegamento fra l’Iran e i miliziani di Hezbollah, da sempre vicini alla Repubblica Islamica. Non solo. Secondo alcuni analisti, Zahedi è il leader più importante dopo l’assassinio, nel 2020 in Iraq, del Qassem Soleimani, capo della Niru-ye Qods, l’unità delle Guardie della Rivoluzione responsabile per la diffusione dell’ideologia khomeinista fuori dalla Repubblica Islamica, ucciso dagli Stati Uniti a Bagdad. Segno che l’obiettivo è quello di indebolire il più possibile la milizia scelta, che tiene anche i rapporti con corpi militari simpatizzanti fuori dall’Iran.

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In quest’ottica va collocato anche l’assassinio, lo scorso 25 dicembre, di Sayyed Razi Mousavi, uno dei comandanti più importanti delle Guardie della Rivoluzione in Siria, ucciso durante un bombardamento israeliano. Anche lui faceva parte dei generali con più esperienza e coordinava l’alleanza militare fra Siria e Iran. Anche in quel caso, Teheran aveva promesso che Israele l’avrebbe pagata cara. Ma chi potrebbero essere i prossimi bersagli fra i pasdaran?

Uno degli obiettivi principali, per Israele, sarebbe senza dubbio Hossein Salami, attuale comandante in capo dei pasdaran. È stato proprio lui, il 28 dicembre scorso, durante il funerale di Mousavi, a giurare che avrebbe posto fine al ‘regime sionista’. Considerato uno dei ‘falchi’ all’interno delle guardie della Rivoluzione, ha più volte minacciato Israele di farlo ‘sparire’ dalla carta geografica entro 48 ore’. Iscritto nella lista dei terroristi dagli Stati Uniti, il mese scorso ha ricevuto una medaglia al valore dall’ayatollah Khamenei in persona. Un altro obiettivo molto strategico per Israele sarebbe Kioumars Heydari, il comandante delle forze di terra iraniane. Pur non facendo parte delle Guardie della Rivoluzione, con cui è in ottimi rapporti, anche Heydari ha all’attivo numerose uscite in cui si augura la distruzione dello Stato ebraico. Il generale, in particolare è noto per le sue posizioni sulla politica regionale. Infine, c’è Esmail Qaani, che ha preso il posto del generale Soleimani, dopo esserne stato il vice per lungo tempo. Ex trafficante di armi, è considerato dagli analisti non all’altezza del delicato ruolo.