Washington, 7 novembre 2020 - Joe Biden è il 46esimo presidente degli Stati Uniti. Ad annunciarlo è la Cnn, che comunica che a segnare la svolta, nella corsa alle elezioni presidenziali 2020, è stata l'assegnazione della Pennsylvania, lo stato natale di Biden, che non lo ha tradito. Joe, senatore nel Delaware dal 1973 al 2009, è stato vicepresidente di Barack Obama dal 2009 al 2017 e oggi è il candidato democratico più votato degli ultimi 120 anni, con oltre il 55% dei voti popolari. Un uomo della middle class compassionevole e moderato, con una vita segnata da tragedie familiari, aveva rincorso il sogno americano già altre due volte, nel 1988 e nel 2008, ma solo oggi, dopo più di 37 anni al Senato, ha sconfitto Donald Trump in una corsa alla Casa Bianca combattuta, che ha tenuto tutto il mondo con il fiato sospeso per giorni. Nel suo primo discorso alla nazione, dopo la lunga notte del 3 novembre, Biden aveva messo le mani avanti: "Una volta che tutte le schede saranno state contate arriveremo a quota 270 grandi elettori". E aveva invitato i cittadini alla pazienza - "tutti i voti devono essere contati" -, perché sapeva che il verdetto non sarebbe arrivato così presto. E, infatti, il destino delle presidenziali Usa 2020 è stato legato allo spoglio di alcuni Stati chiave - Georgia, Nevada, Michigan, North Carolina e Pennsylvania - e ai voti per posta, più che mai rilevanti in un anno segnato da una pandemia globale. I media americani hanno dichiarato la vittoria di Biden assegnandogli 290 grandi elettori: il candidato democratico avrebbe vinto anche in Nevada, oltre che in Pennsylvania e Arizona.

"America, sono onorato che tu abbia scelto me per guidare il nostro grande Paese. Il lavoro che ci attende sarà duro, ma vi prometto questo sarò un presidente per tutti gli americani, indipendentemente dal fatto che abbiate votato per me o no. Manterrò la fede che avete riposto in me". E' il primo tweet del presidente eletto, che fa sapere che parlerà all'America alle 20 ora locale, le due del mattino italiane, da Wilmington, in Delaware.

Fino all'ultimo il presidente uscente Donald Trump ha continuato a battersi per restare a Washington, accusando di brogli durante il conteggio delle schede, e, per il momento, continua su questa strada: ha dichiarato infatti di non concedere la vittoria - "le elezioni non sono finite" - e che non intende invitare Joe Biden alla Casa Bianca. "71 milioni di voti legali. La cifra più alta di sempre per un presidente in carica" ha twittato Trump dopo l'annuncio della vittoria del rivale. Il presidente ha ridadito che, con questi numeri, "ho vinto le elezioni". Il candidato repubblicano ha poi sottolineato in un altro tweet (scritto tutto in maiuscolo) come "gli osservatori non sono stati ammessi nelle sale dove si contavano i voti. Sono successe cose brutte, che i nostri osservatori non hanno potuto vedere. Non era mai successo, Milioni di schede per posta sono state inviate a persone che non le avevano mai richieste!". Twitter ha immediatamente segnalato il messaggio.

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Kamala Harris: "Ce l'abbiamo fatta"

Con l'annunciata vittoria di Biden per la prima volta una donna sarà vice presidente degli Stati Uniti. Entra così nella storia Kamala Harris, discendente di immigrati indiani e giamaicani. "Questa elezione riguarda molte più cose di Joe Biden. Riguarda l'anima dell'America e la nostra volontà di combattere per essa. Abbiamo molto lavoro davanti a noi. Iniziamo", scrive Kamala su Twitter. Prima di lei due donne - Geraldine Ferraro e Sarah Palin- erano state candidate alla vicepresidenza, ma i candidati con cui correvano non sono stati eletti. L'unica candidata alla presidenza, Hillary Clinton, è stata sconfitta nel 2016.

Kamala ha poi postato su Twitter un video, in cui appare sorridente in tenuta da sportiva e parla al telefono con Biden: "Ce l'abbiamo fatta Joe".

Chi è il 46esimo presidente degli Stati Uniti

Per Joseph Robinette Biden tutto è cominciato in quello spicchio d'America che lo ha portato alla vittoria. Nato il 20 novembre 1942 a Scranton, in Pennsylvania, in una modesta famiglia cattolica di origini irlandesi, Joe è figlio di Joseph R. Biden Sr. e di Catherine Eugenia ed è cresciuto con due fratelli e due sorelle prima a Scranton e poi, dopo il suo decimo compleanno, a Claymont, nella contea di New Castle nel Delaware, dove il padre vendeva automobili.

Sono anni in cui Joe Biden fa fatica ad integrarsi, bullizzato per la sua balbuzie, ma riesce comunque a completare gli studi fino a laurearsi in Scienze politiche a Newark nel 1965. Poi la specializzazione in legge nel 1968 a Syracuse e, prima di intraprendere l'attività politica, la professione di avvocato. All'età di 29 anni, Joe viene eletto per la prima volta senatore federale, in rappresentanza del Delaware, diventando così il sesto componente più giovane della camera alta nella storia degli Stati Uniti. Viene riconfermato per ulteriori sei mandati consecutivi, nel corso dei quali si occupò di politica estera e di giustizia. 

Duranti gli anni in cui viene eletto in Senato tra le fila democratiche, però, la sua vita viene sconvolta da un lutto familiare: la moglie Neila e i tre figli vengono coinvolti in un grave incidente stradale, dove la donna e la figlia più piccola, Naomi Cristina, di soli 13 mesi, perdono la vita per i traumi riportati. Biden cercherà di crescere i due figli ritagliando tempo al suo impegno in Senato: la mattina a Washington, ogni sera su un treno che lo riporta nel Deleware per stare vicino ai due bambini. 

Ma Joe non molla: nel 2009 guadagna un posto nel governo americano diventando il vicepresidente sotto l'amministrazione di Barack Obama. Un altro lutto ostacola la sua corsa: muore il figlio Beau, ucciso a 46 anni da un tumore al cervello. Biden dedica gli ultimi 4 anni all'impegno nella lotta contro il cancro, ma con il passare del tempo avverte che la sua lunga carriera politica non è finita, non rassegnandosi ad un futuro da nonno. Joe Biden, che per gli americani è lo "zio d'America", per via di quel volto sorridente e la faccia da vecchio saggio, tenta quindi la corsa alle Primarie democratiche che vince. Incoronato per sfidare il presidente uscente Donald Trump, che lo punzecchierà più volte chiamandolo "sleepy Joe", si tuffa nell'agone in uno dei momenti più difficili della storia americana. Ed è solo l'inizio.

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Biden: "Mettere da parte la rabbia"

Il presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden, ha invitato "a mettere da parte la rabbia e la retorica aspra alle nostre spalle e unirci come nazione". In una nota, diffusa dalla sua campagna elettorale, Biden si è detto "onorato dalla fiducia che il popolo americano ha riposto in me e nella vicepresidente eletta Kamala Harris". "Di fronte a ostacoli senza precedenti, un numero record di americani ha votato, provando una volta di più che la democrazia batte nel profondo del cuore dell'America", aggiunge Biden. E conclude: "E' tempo per l'America di unirsi e guarire. Noi siamo gli Stati Uniti d'America. E non c'è niente che non possiamo fare se lo facciamo insieme". 

Biden ha in programma di nominare già lunedì una task force di 12 esperti per combattere e contenere la diffusione del Coronavirus in Usa: lo hanno rivelato fonti ad Axios. Sarà il primo atto politico del presidente eletto, fatto ancora prima di annunciare il transition team a conferma che Biden considera la battaglia contro il Coronavirus - che continua a dilagare in Usa - la priorità immediata della sua prossima amministrazione. Secondo Axios, la task force sarà guidata da tre co-presidenti: l'ex responsabile della Salute pubblica Vivek Murthy, l'ex commissario per la Food and Drug Administration David Kessler e Marcella Nunez-Smith dell'Universita' di Yale. 

Esplode l'entusiamo in strada

Da New York a Washington esplode l'entusiasmo in strada per la vittoria di Joe Biden. I clacson a tutto spiano festeggiano il 46esimo presidente americano fra le grida di gioia dei passanti sui marciapiedi.È esplosa la gioia anche a Wilmington, la città dove vive Joe Biden. Centinaia di persone a piedi ed in auto - come può testimoniare l'Ansa sul posto - hanno iniziato ad affluire verso il maxi parcheggio del Chase Center, luogo simbolo della campagna presidenziale democratica che ha nelle vicinanze il suo quartier generale. Luogo in cui Biden ha tenuto i suoi discorsi dopo l'election day e dove, probabilmente, potrebbe parlare nelle prossime ore. 

Anche davanti alla Casa Bianca migliaia di persone si sono riunite in feste: le tv americane mostrano scene di giubilo, urla e applausi dei manifestanti riuniti per festeggiare il successo del candidato democratico a quattro giorni dal voto. Sotto un sole estivo canti, musica pop e rap, cori "Trump Out". Chiunque urli "Trump, è finita", viene salutato da uno scroscio di applausi. Qualcuno si è messo a vendere spille con il nome Biden, ma per ora senza molta fortuna. Al suono di tamburi e di trombe, ogni trenta secondi partono urla corali di gioia. Ci sono anche madri con i figli piccoli nel passeggino. Ed è stata anche messa di sottofondo una musica salsa con lo striscione "Adios Trump" a ricordare che non tutti i latinos hanno voltato le spalle a Biden. 

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"You're fired"

Dopo che tutte le principali emittenti statunitensi hanno assegnato a Biden i 20 grandi elettori della Pennsylvania, che gli consegnano la Casa Bianca, "you're fired", "sei licenziato" - la frase che era diventato il 'trade mark' di Donald Trump, quando presentava lo show 'The Apprentice' - è diventato immediatamente di tendenza su Twitter. Anche Drudge Report, l'aggregatore di notizie conservatore, che è stato però anche critico con il presidente, ha 'twittato' "You're Fired" e subito dopo ha aggiornato con lo stesso motto il sito web.