Mercoledì 22 Maggio 2024

Superbonus e retroattività: Tajani, Giorgetti e le loro opposte ragioni

Il duello fra i due sta creando molte frizioni all’interno della maggioranza del Governo di Giorgia Meloni

David Allegranti

David Allegranti

Il duello Tajani-Giorgetti su superbonus e retroattività, che sta creando non poche frizioni all’interno della maggioranza di governo, è frutto di opposte esigenze. Da una parte c’è il principio di affidamento del cittadino verso lo Stato, rappresentato dal capo di Forza Italia Antonio Tajani; dall’altra parte però ci sono esigenze di stabilità di bilancio, rappresentate dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Sullo sfondo, neanche troppo nascoste, ci sono le elezioni europee e la competizione fra Forza Italia e Lega, per ora testa a testa nei sondaggi.

Chi ha ragione? Probabilmente entrambi. Giorgetti ha ragione dal punto di vista giuridico. Non è vero che nel nostro ordinamento le leggi non possono essere retroattive. Il principio di irretroattività, ricorda il costituzionalista Salvatore Curreri, è sancito dall’articolo 25 della Costituzione, in riferimento alle sole leggi penali sfavorevoli perché "nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso". Dunque per quanto eccezionali le leggi retroattive sono possibili.

"Spalmare su un numero più alto, ma non altissimo, di anni mi sembra ragionevole", osserva il costituzionalista Stefano Ceccanti.

Tajani ha però ragione dal punto di vista politico, perché i cittadini hanno il diritto di non veder minata la loro fiducia nei confronti dello Stato con regole che cambiano in corsa. Ed essendo ministro e leader di partito, Tajani ha l’occasione per spiegare al collega di governo dove trovare le risorse necessarie per fermare l’emorragia del superbonus, che nessuno nega (a parte Giuseppe Conte), nemmeno lo stesso titolare della Farnesina.

E poi c’è anche una questione di metodo, giustamente rivendicata da Tajani e tutt’altro che secondaria: Forza Italia e Lega fanno parte dello stesso governo, scelte come questa vanno concordate. Sopratutto se vanno a colpire gli interessi vivi dei cittadini.