Venerdì 12 Aprile 2024

L’asse con gli Usa assicurazione sul Governo

Biden ha accolto Meloni per la seconda volta in sette mesi, e lo ha fatto all’inizio della presidenza italiana del G7. Un passaggio strategico, se pensiamo che proprio grazie al palcoscenico internazionale il nostro Paese potrà ritagliarsi un ruolo di primo piano sui principali e più delicati dossier: dall’Ucraina a Gaza

Giorgia Meloni e Joe Biden (foto Ansa)

epa11192274 A handout picture made available by the Chigi Palace (Palazzo Chigi) Press Office shows Italian Prime Minister Giorgia Meloni (L) and US President Joe Biden during their meeting in the Oval Office of the White House in Washington, DC, USA, 01 March 2024. President Biden seeks to reassure Prime Minister Meloni that the US continues to support Ukraine despite the administration's inability to secure congressional passage of a $60 billion foreign aid package for the embattled country. EPA/FILIPPO ATTILI/CHIGI PALACE PRESS OFFICE HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

La sconfitta di Truzzu, gli scontri più o meno velati con la Lega, le critiche per la scelta dei candidati, il braccio di ferro sul terzo mandato, le incognite del premierato: sembra tutto così lontano, e così piccolo, visto dall’altra parte dell’Oceano.

“Giorgia, mia grande amica”, abbracci, sorrisi: Biden ha accolto Meloni per la seconda volta in sette mesi, e lo ha fatto all’inizio della presidenza italiana del G7. Un passaggio strategico, se pensiamo che proprio grazie al palcoscenico internazionale il nostro Paese potrà ritagliarsi un ruolo di primo piano sui principali e più delicati dossier: dall’Ucraina a Gaza. Questo, almeno, l’obiettivo di Giorgia Meloni.

Se in patria i problemi e le difficoltà non fanno sconti dopo un anno e mezzo di governo - all’indomani della prima battuta d’arresto elettorale con la bocciatura sarda - è ancora una volta sulla politica estera che la premier si gioca l’asso della sua credibilità, e della sua forza, di leadership e tenuta.

La solidità del suo filo atlantismo - mai una sbavatura, mai un cedimento in questi mesi tutt’altro che facili, con un pezzetto del suo governo in odore di simpatie putiniane – l’hanno resa un alleato affidabile e solido per Biden, alla vigilia di una rielezione durissima contro un avversario, Donald Trump, che in caso di vittoria potrebbe sovvertire gli equilibri europei, a cominciare proprio dalla tenuta del sostegno Nato in chiave anti Putin.

Biden ha bisogno di Meloni, e dell’Italia: in gioco ci sono oltre 300 miliardi di dollari di fondi sovrani russi depositati nelle banche occidentali: gli Usa vorrebbero scongelarli per finanziare l’Ucraina, ma Francia, Germania, Bce e Commissione europea sono contrari. Ed ecco che il ruolo del nostro Paese potrebbe diventare centrale per convincere gli alleati, a una condizione: non spaccare il fronte dell’Unione mettendo a rischio l’altro asse che la premier ha costruito durante il suo mandato, e cioè l’amicizia con Ursula von der Leyen.

Ora: in molti negli ultimi mesi hanno imputato a Meloni di occuparsi troppo di tutto quello che sta oltre confine, di dare insomma la precedenza alla costruzione di una reputazione internazionale - anche per se stessa - piuttosto che occuparsi dei problemi di casa nostra. Ma questa strategia non nasconde alcuna debolezza. L’amicizia con von der Leyen - che punta alla riconferma alla guida della Commissione Ue - e il sostegno dell’establishment Usa sono la più solida assicurazione sulla vita di questo governo. Come hanno sperimentato a proprie spese suoi predecessori meno accorti di lei.