Martedì 16 Aprile 2024

Elezioni in Abruzzo e gli equilibri politici: lo scenario è già cambiato rispetto al 2022

Le vittorie uniscono più di quello che si può immaginare. Dunque, quando si cerca la posta in gioco delle elezioni di oggi in Abruzzo, non vale la pena andare tanto lontani dalle verità elementari della ferrea logica politica

Marco Marsilio e Luciano D'Amico, candidati alla presidenza della Regione Abruzzo

Marco Marsilio e Luciano D'Amico, candidati alla presidenza della Regione Abruzzo

Le vittorie uniscono più di quello che si può immaginare e a volte fanno anche il miracolo di far mettere insieme forze politiche che, in una dinamica fisiologica, se le sono date e se le continuerebbero a dare di santa ragione. Così come, al contrario, le sconfitte producono l’effetto opposto, di disgregazione centrifuga, con annesso corollario di sospetti e recriminazioni.

Dunque, quando si cerca la posta in gioco delle elezioni di oggi in Abruzzo, non vale la pena andare tanto lontani dalle verità elementari della ferrea logica politica. Dunque, se il risultato del voto sarà a favore delle opposizioni, non c’è dubbio che ci troveremo di fronte a una nuova, dopo quella sarda, decisiva spinta nella direzione non solo del "campo largo" o del "campo giusto" (e, in questo senso, basta riflettere sulle ultime aperture di un leader scettico come Giuseppe Conte), ma anche a un ulteriore colpo alla tenuta della maggioranza e, in primo luogo, alla stessa leadership di Giorgia Meloni.

Il che non significherà, a breve, la fine del governo o la crisi dell’alleanza di centrodestra, ma se la tendenza si confermerà nel voto in Basilicata e, soprattutto, nelle elezioni europee di giugno, non è da escludere, anzi, che sarà necessario per la premier dare una scossa al suo esecutivo, forse anche con un vero Meloni-bis.

Lo scenario opposto, quello che vede il centrodestra confermare Marco Marsilio, comporterebbe, in realtà, un ritorno alla situazione pre-Sardegna. Ma solo in parte. E solo in apparenza. Per la maggioranza e per Meloni sarebbe uno scampato pericolo, ma senza assicurazioni per il futuro. Per le opposizioni tornerebbero i distinguo e le distanze, ma con la consapevolezza che senza accordi, sia pure stretti controvoglia, non si potrebbe neppure tentare di giocare la partita con la maggioranza.

Quel che è certo, in entrambi i casi, che con Sardegna e Abruzzo siamo già dentro un contesto completamente nuovo rispetto al voto del 2022.