Venerdì 12 Aprile 2024

WindTre, stop alla Netco con Eqt: "Esploriamo soluzioni alternative"

Salta l’operazione che doveva avviare la trasformazione del mercato italiano verso un consolidamento

WindTre, stop alla Netco con Eqt: "Esploriamo soluzioni alternative"

I due ceo di WindTre, Gianluca Corti (a sinistra) e Benoit Hanssen

Era nell’aria, ma ora c’è l’ufficialità. Salta la vendita della rete WindTre a Eqt. A darne comunicazione sono lo stesso fondo svedese e Ck Hutchison, la holding che controlla la telco italiana, in due note separate, che confermano la risoluzione dell’alleanza annunciata il 12 maggio 2023. L’operazione di costituzione di una Netco per fornire servizi integrati di comunicazioni mobili e fisse wholesale in Italia, e la vendita di una partecipazione del 60% in tale attività a Eqt Infrastructure "è stata interrotta a causa del mancato rispetto delle condizioni sospensive per la chiusura entro la data concordata del 12 febbraio", annuncia la società di controllo di WindTre. Ck Hutchison però continuerà a esplorare soluzioni alternative, "per apportare valore alla società, comprese possibili operazioni infrastrutturali con Eqt Infrastructure qualora si presentasse l’opportunità appropriata".

Uno dei nodi che hanno ostacolato la trattativa riguarda l’accordo di WindTre con Iliad per la creazione della joint venture Zefiro Net, nata a gennaio 2023. Nella joint venture paritetica con l’obiettivo di condividere e gestire le infrastrutture di rete mobile (5G incluso) nelle aree meno densamente popolate d’Italia, WindTre aveva fatto confluire sostanzialmente le infrastrutture, Iliad soprattutto le risorse finanziarie. La società guidata da Benedetto Levi non ha potere di veto nell’operazione, ma in caso di cambio dell’azionariato poteva valutare di restare o meno nella joint venture, e quindi far parte o meno del processo complessivo col fondo svedese.

Un altro nodo incontrato nella trattativa riguarda Fastweb: la questione, in questo caso, riguarda le frequenze 5G che la telco si era aggiudicata nel 2018 per poi cederle in gestione a WindTre con relativo accordo sul pricing di accesso ai servizi. Anche in questo caso Fastweb non sarebbe stata consultata preventivamente. Resta da capire a questo punto quali strascichi potrà lasciare il mancato closing dell’operazione di scorporo, che doveva avviare la trasformazione del mercato italiano verso un consolidamento tanto auspicato quanto difficile da realizzare.

L’operazione con Eqt, già slittata di tre mesi a novembre, aveva un enterprise value da 3,4 miliardi e sarebbe stata la prima operazione di scorporo dell’infrastruttura andata in porto in Italia: Eqt Infrastructure aveva concordato di acquisire da Wind Tre una quota di maggioranza della più grande rete mobile italiana. I sindacati del settore delle telecomunicazioni (Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil), avevano da subito osteggiato l’operazione tra WindTre ed Eqt avviando procedure di raffreddamento verso l’azienda e organizzando uno sciopero contro il passaggio di duemila dipendenti.

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