Usa, lavoratori over 65 sempre più numerosi: tra i motivi, il caro-vita

Fuga dalla pensione: ecco la fotografia del centro studi statunitense Pew Research Center

Un rapporto Usa rivela: sempre più over 65 al lavoro (anche per il caro vita)

Un rapporto Usa rivela: sempre più over 65 al lavoro (anche per il caro vita)

Roma, 19 dicembre 2023 – Si parla spesso di come la Generazione Z (quella dei nati tra il 1995 e il 2010) stia cambiando, in maniera forse irreversibile, il modo di intendere il lavoro e, soprattutto, gli equilibri tra vita privata e vita lavorativa. Si parla molto meno, invece, di quale sia la fascia d’età anagrafica che, attualmente, vede un numero di lavoratori in crescita costante rispetto al passato recente: secondo un rapporto dell’importante centro studi statunitense Pew Research Center, citato in un articolo comparso sulla rivista Forbes, negli Usa sono gli individui di età pari o superiore ai 75 anni il gruppo in più rapida crescita nella forza lavoro. Il rapporto evidenzia, inoltre, come almeno un americano su cinque (19%), di età pari o superiore a 65 anni, continui a lavorare attivamente: una percentuale pari a quasi il doppio di coloro che lavoravano nel 1987.

Fuga dalla pensione: i motivi

“Il punto non è solo che oggi abbiamo più anziani; è che molti più anziani lavorano rispetto al passato”, ha dichiarato Richard Fry, ricercatore senior presso il Pew Research Center e coautore del rapporto, intervistato da Emmy Lucas, giornalista di Forbes. Incentivi per i datori di lavoro, così come benefit destinati ai lavoratori più anziani o programmi di pensionamento graduale messi in atto dalle aziende sono alcuni dei motivi per cui più dipendenti lavorano più a lungo, affermano gli esperti.

I programmi di pensionamento graduale consentono ai lavoratori anziani di ridurre gradualmente il proprio orario di lavoro, pur continuando a ricevere una parte consistente di retribuzione e benefit: negli Stati Uniti, circa il 36% delle aziende intervistate dalla società di consulenza Mercer, nel 2022, ha dichiarato di offrirli. Altri stanno introducendo benefit su misura, come il congedo retribuito per i nonni, offerto dal colosso della tecnologia Cisco, o appositi benefit per le lavoratrici in menopausa e l'accesso agevolato a specialisti della salute delle donne, garantiti, ad esempio, da Microsoft.

Altre motivazioni importanti alla base del boom dei dipendenti più anziani includono il fatto che i lavoratori godono, generalmente, di buona salute e hanno minori probabilità di incorrere in malattie invalidanti. Dettaglio non trascurabile: molti lavoratori ‘senior’ devono far fronte a sfide finanziarie sempre più difficili. L’inflazione galoppante, il caro vita, il timore di percepire una pensione troppo bassa e, più in generale, il crollo del potere d’acquisto di salari e pensioni, si afferma ancora nell’articolo di Forbes, fanno sì che i lavoratori si sentano obbligati a lavorare più a lungo. Negli Usa, inoltre, alcuni over 70 stanno ancora lavorando per ripagare, decenni dopo, i prestiti studenteschi, oppure devono provvedere a figli e nipoti – dichiara Loretta Barr, un’altra degli esperti di risorse umane intervistati da Forbes – o, infine, stanno rimediando a circostanze impreviste, tra cui la temporanea perdita del posto di lavoro durante la pandemia o la necessità di onorare rate di prestiti e mutui contratti in passato.

Lavoratori anziani più soddisfatti e motivati

In un altro sondaggio del Pew Research Center, risalente alla scorsa primavera e citato dalla testata, i lavoratori più anziani hanno riportato il livello più alto di soddisfazione lavorativa rispetto ai lavoratori più giovani. Due terzi dei lavoratori dai 65 anni in su hanno dichiarato di essere estremamente o molto soddisfatti del proprio lavoro in generale: una percentuale superiore al 55% tra i 50 e i 64 anni, al 51% tra i 30 e i 49 anni e al 44% tra i 18 e i 29 anni. La giornalista cita, dunque, diversi casi di lavoratori over 65 che hanno continuato a formarsi e ad aggiornare le proprie competenze, risultando ben più qualificati dei propri colleghi più giovani. La conclusione dell’articolo, suffragata dalle opinioni degli esperti intervistati, è che, se gli Hr manager si chiedessero chi possa essere realmente più adatto al lavoro e non ritenessero semplicemente l'età della persona come un ostacolo o una ‘barriera’, scoprirebbero che c'è un'intera forza lavoro, là fuori, che potrebbe essere molto più adatta ai profili desiderati di quanto si possa comunemente pensare.

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