Il ministro Urso: "Intelligenza artificiale, l’Italia sarà in prima fila Dall’Ue spinta per crescere"

Il titolare del dicastero Imprese e Made in Italy è in Giappone. "Riciclo e riapertura delle miniere: il nostro piano sulle materie prime Il Pnrr ci permetterà di finanziare il progetto ’Transizione 5.0’"

Adolfo Urso, 66 anni, ministro delle Imprese e del made in Italy

Adolfo Urso, 66 anni, ministro delle Imprese e del made in Italy

Roma, 12 dicembre 2023 – Le nuove regole per l’intelligenza artificiale e le materie prime critiche. Il digitale e lo spazio. L’industria dei semiconduttori e quella militare. La sua missione in Giappone in corso in queste ore con una serie di joint venture in settori strategici. L’Europa e, più in generale, i Paesi del G7 sembrano muoversi verso approcci comuni sui dossier più delicati della politica industriale globale.

Adolfo Urso, 66 anni, ministro delle Imprese e del made in Italy
Adolfo Urso, 66 anni, ministro delle Imprese e del made in Italy

Ministro Urso, quali sono la posizione e il ruolo dell’Italia in questi ambiti, a cominciare dall’Ai?

"L’Italia ha pienamente sostenuto la presidenza giapponese del G7 – avvisa dal Giappone Adolfo Urso, titolare del dicastero delle Imprese e del Made in Italy – e ora porteremo avanti il prezioso lavoro svolto da loro nell’ambito dell’Hiroshima Ai Process sull’implementazione dei Principi guida internazionali, per arrivare a elaborare un Codice di condotta internazionale per le organizzazioni che sviluppano sistemi di intelligenza artificiale avanzati".

Con quali cardini e principi di riferimento?

"L’Ai deve essere sicura, protetta e affidabile in tutto il mondo, secondo una visione umanocentrica, basata su valori democratici e mai dannosa per le comunità. Intendiamo esplorare i diversi ruoli dell’Ai nella cybersecurity, sia come vettore di attacchi sofisticati, sia come sistema di difesa innovativo e in tale ambito lavoreremo anche durante la presidenza italiana del G7, per promuovere l’adozione tra i vari attori coinvolti di una strategia pluriennale di co-investimenti negli ambiti strategici delle tecnologie di nuova generazione".

La nostra partnership con il Giappone a quale sviluppo di rapporti punta?

"Nel governo giapponese e tra le principali aziende nipponiche è cresciuta la consapevolezza che l’Italia non sia solo il secondo partner commerciale in Europa (15 miliardi di euro in totale di cui 10 per l’export italiano), ma un alleato strategico, capace di essere un attore di coordinamento sui temi dell’agenda globale. Tra Italia e Giappone ci sono spazi per una maggiore, sicura e stabile integrazione produttiva e tecnologica".

Veniamo alle questioni europee. Sulle materie prime critiche come vi state muovendo?

"È quello su cui stiamo lavorando. Le materie prime critiche sono di importanza fondamentale per l’economia, alla luce della duplice transizione ecologica e digitale, cruciale per l’industria italiana. Il nuovo regolamento sulle materie prime critiche approvato ieri dal Parlamento europeo pone obiettivi ambiziosi per quanto riguarda l’estrazione, la lavorazione e il riciclo, obiettivi che dobbiamo raggiungere in pochi anni, se vogliamo garantire la nostra catena di approvvigionamento e quindi il nostro sistema produttivo".

Rivedremo riaprire le miniere?

"Con il Ministro Pichetto Fratin stiamo lavorando a una mappa aggiornata delle miniere che potranno contribuire agli obiettivi comuni europei e il contesto legislativo per favorire l’attività di impresa, anche per quanto riguarda il riciclo dove siano all’avanguardia in Europa. L’Italia farà la sua parte, da protagonista".

Con la riprogrammazione del Pnrr il suo ministero avrà a disposizione ulteriori significative risorse. Come saranno impiegate?

"La riprogrammazione del Pnrr è stata innanzitutto una grande vittoria per l’Impresa Italia, a cui sono state destinate risorse per ulteriori 12,4 miliardi di euro, delle quali 9,3 miliardi assegnate al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Parliamo ora di un totale, comprese quelle assegnate in precedenza, di quasi 37 miliardi di euro che impiegheremo per sostenere e accompagnare le nostre imprese nella duplice transizione green e digitale. Con le risorse aggiuntive potremo realizzare Transizione 5.0, piano che ha ottenuto il pieno consenso dalla Commissione che a tal fine ci ha assegnato circa 6,4 miliardi".

Come finirà con il Patto di stabilità?

"L’Italia sta tenendo in sede europea una posizione seria e responsabile. Il tema centrale per noi resta quello degli investimenti, quindi dello sviluppo. Regole troppo stringenti sarebbero un ostacolo alla crescita. Abbiamo già dato prova della nostra serietà e anche per questo la nostra posizione viene compresa da tutti. Non avrebbe senso proporre un Patto che l’Italia e gli altri Stati membri non possano rispettare e per questo auspichiamo che si arrivi a una soluzione condivisa, che tenga conto della assoluta necessità di consentire gli investimenti necessari alla crescita e alla difesa dell’Europa".

L’aumento dei tassi di interesse imposto dalla Bce è ancora necessario?

"La politica monetaria della Bce dovrebbe essere rivista alla luce dei recenti sviluppi economici. Lo diciamo chiaramente: questa politica monetaria della Bce ha avuto un impatto negativo sull’economia. I consumi delle famiglie e gli investimenti delle imprese sono rallentati. I tassi dei mutui a tasso variabile sono aumentati in modo significativo, rendendo più difficile per le famiglie acquistare una casa. È il momento di rivedere queste decisioni e dare finalmente ossigeno al sistema economico. Ci aspettiamo che questa inversione di tendenza avvenga subito. Non si può più aspettare".

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