Sabato 20 Aprile 2024

Unioncamere, al 2028 serviranno fino 3,6 milioni di occupati

Le difficoltà di reperimento costano all'Italia 44 miliardi

Unioncamere, al 2028 serviranno fino 3,6 milioni di occupati

Unioncamere, al 2028 serviranno fino 3,6 milioni di occupati

Tra il 2024 e il 2028 il mercato del lavoro italiano potrà esprimere un fabbisogno, comprese le sostituzioni delle persone che usciranno o andranno in pensione, compreso tra 3,1 e 3,6 milioni di occupati, a seconda dello scenario macroeconomico considerato. Infatti, lo stock occupazionale 2023 potrebbe crescere nel quinquennio da un minimo di 238mila unità nello scenario negativo fino a un massimo di 722mila occupati in un contesto più favorevole. E' quanto emerge dal report sulle "Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine" aggiornato al quinquennio 2024-2028, elaborato nell'ambito del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il ministero del Lavoro. Sulle previsioni inciderà l'effettivo impatto delle risorse stanziate con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e gran parte del fabbisogno sarà determinato dai lavoratori in uscita dal mercato del lavoro: 2,9 milioni di unità nel quinquennio, l'80% nello scenario positivo e il 92% in quello negativo. "La riduzione del mismatch tra domanda e offerta di lavoro rappresenta una delle priorità di politica economica da affrontare in questo momento", sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. "La stima per il 2023 del costo del mismatch è di 43,9 miliardi, cifra corrispondente a circa il 2,5% del Prodotto interno lordo italiano. Per invertire il trend, che ha tante ragioni d'essere, a cominciare dall'andamento demografico, si deve lavorare sempre di più sul fronte dell'orientamento e avvicinare i percorsi formativi alle grandi trasformazioni in atto".

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