Lunedì 27 Maggio 2024

Per coesione 125 miliardi Ue, ma Regioni italiane lontane dai 27

Cgia, il divario è cresciuto anche tra il Nord e Sud

Per coesione 125 miliardi Ue, ma Regioni italiane lontane dai 27

Per coesione 125 miliardi Ue, ma Regioni italiane lontane dai 27

Nei tre cicli di programmazione della politica di coesione (2000-2006, 2007-2013 e 2014-2020), l'Ue ha investito 970 miliardi di euro di cui 125 per l'Italia e destinati, nei 20 anni, a ridurre il gap territoriale tra le regioni degli Stati membri. Ma ciò, rileva la Cgia, non è avvenuto nel nostro Paese che ha visto, seppur di poco, crescere la disparità territoriale con le medie Ue. L'Italia ha delle criticità storiche che non riesce a rimuovere, come la lentezza burocratica e l'inefficienza cronica, in particolare delle amministrazioni regionali del Mezzogiorno, che, destinatarie di una buona parte di questi fondi, spesso non hanno le risorse umane e le competenze necessarie per realizzare i programmi. Ma il vero handicap è nella bassa qualità dei progetti che, anche per i tempi 'biblici', non sono in grado di generare delle ricadute significativamente importanti per l'economia e la qualità della vita dei territori in cui insistono. Per la Banca d'Italia, a fronte di una spesa mediana di 300 mila euro, il tempo medio per fare un'opera è di 4 anni e 10 mesi. La fase di progettazione è poco più di 2 anni (pari al 40% della durata totale), l'affidamento dei lavori dura 6 mesi e sono necessari oltre 2 anni per l'esecuzione e il collaudo. Per un investimento di 5 milioni di euro, invece, il tempo di realizzazione è di 11 anni. "Si spera che il nuovo codice degli appalti e le riforme che stanno interessando la Pa riducano in misura significativa i tempi, ma appare evidente che non solo i fondi di coesione UE, ma anche la messa a terra del Pnrr, rischiano di riservare delle brutte sorprese", afferma la Cgia. Sempre tra il 2000 e il 2021 anche le disparità tra il Nord e il Sud sono aumentate. Analizzando il Pil pro-capite e fissando il dato al 2000 pari a 100, nel 2021 nel Centro l'indice è sceso a 93,8, nel Mezzogiorno è a 94,9, nel Nordest a 98,7 e nel Nordovest a 101,4. Comparando i risultati delle aree più ricche del Paese con quella più in difficoltà, registriamo che rispetto al Nordest, il Sud ha perso 3,7 punti e nei confronti del Nordovest addirittura 6,4 punti. Secondo l'Ocse, l'inefficienza della Pa ha delle ricadute negative sul livello di produttività delle imprese private. Ed emerge che la produttività media del lavoro delle imprese è più alta nel Nord Italia dove la Pa è più efficiente. Diversamente, dove la giustizia funziona peggio, la sanità è malconcia e le infrastrutture sono insufficienti (specie al Sud), anche le imprese private di quelle regioni perdono competitività.

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