Domenica 21 Aprile 2024

'Eredi Del Vecchio vicini a intesa, verso riassetto Delfin'

Lo scrive Il Sole 24 Ore, 'clausola per liquidare alcune quote'

'Eredi Del Vecchio vicini a intesa, verso riassetto Delfin'

'Eredi Del Vecchio vicini a intesa, verso riassetto Delfin'

"Il grande accordo sull'eredità di Leonardo Del Vecchio potrebbe aprire la strada a un riassetto proprietario di Delfin attraverso la liquidazione di alcune quote azionarie". Lo scrive Il Sole 24 ore riportando indiscrezioni secondo cui "nell'ambito del confronto interno alcuni eredi avrebbero richiesto di disciplinare in modo puntuale nello statuto il processo di liquidazione della quota da parte degli azionisti", ed in particolare sarebbe allo studio "l'inserimento nello statuto della previsione da parte dei soci di poter liquidare parzialmente o completamente il loro pacchetto azionario secondo una tempistica e modalità disciplinate in modo puntuale". Una previsione che "di fatto, potrebbe dunque agevolare un processo di trasformazione più profondo di Delfin, dove pesi ed equilibri in capo alla holding potrebbero cambiare". Così si va "verso il patto sull'eredità". Secondo quanto ricostruito da Il Sole 24 Ore "nelle ultime ore sarebbe stata trovata una intesa di massima su governance e successione nel cuore dell'impero costruito dall'imprenditore di Agordo. Questo dopo un lungo confronto tra gli otto eredi". "Degli sviluppi importanti si sarebbero registrati nelle ultime ore, tant'è che secondo alcune fonti ci sarebbe ora fiducia di completare l'intero iter prima dell'assemblea di fine aprile di Essilor Luxottica". Una "clausola di uscita" per i soci della finanziaria a capo dell'impero Essilor Luxottica "avrebbe sicuramente il vantaggio di ricostruire una struttura proprietaria più allineata in partenza, scongiurando dunque i continui stop & go che hanno caratterizzato il dopo Leonardo Del Vecchio. E soprattutto permetterebbe ai soci della finanziaria, titolari del 12,5% del capitale ciascuno, di monetizzare un pacchetto azionario che oggi ha raggiunto un valore superiore ai 4 miliardi di euro". Un riassetto potrebbe poi portare a far cadere l'attuale "sovranità assoluta del consiglio di amministrazione, individuando una durata del mandato al cda che dovrebbe essere di quattro anni".

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