Confcommercio Milano, sui consumi natalizi peserà l'inflazione

Il 34% imprese vuole assumere ma fatica a trovare personale

Una tredicesima 2023 con valori in crescita, ma i cui benefici sui consumi natalizi saranno assorbiti dall'inflazione, accrescendo quell'effetto di freno che si era già avuto l'anno passato. Questa la fotografia generale che emerge dalla stima dell'Ufficio Studi di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza. Al lordo dell'inflazione, la tredicesima di quest'anno peserà 4 miliardi e 337 milioni di euro (nel 2022 4 miliardi e 125 milioni). Il tasso d'inflazione si attesterà, nel 2023, al 6,2% con una ricaduta sui consumi, al netto dell'inflazione, del - 1,1% rispetto al 2022. Il 53% della tredicesima, 2.287 miliardi, è destinato a diverse spese, a partire da quelle incomprimibili come rate condominiali, mutui e rette scolastiche fino agli interventi occasionali necessari, come manutenzioni e riparazioni. Per quanto riguarda la domanda e l'offerta di lavoro, dall'indagine si evince che il 34% delle imprese vuole assumere nel periodo di Natale, ma il 75% ha difficoltà nel reperire personale. Le figure professionali più richieste sono cameriere/personale di sala (17%); addetti alle mansioni amministrative (16%); commessi (14%); cuochi/addetti alla cucina (13%) baristi e receptionist (11%). Le assunzioni avverrebbero in prevalenza con contratti a tempo indeterminato (31,5%) e determinato (30,8%). "In un'analisi di stima complessiva dei consumi - rileva Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza - dobbiamo tener conto dell'erosione causata dall'inflazione. E sono tante le spese in carico alle famiglie. Ma ugualmente riaffermiamo il nostro moderato ottimismo sui consumi del mese di dicembre, così importante per le attività commerciali".

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