Borsa europea in ribasso, Wall Street ferma, Milano -0,15%

I principali listini europei sono in calo, con Parigi e Milano in testa. Tensione sui titoli di stato e rialzo del dollaro. Cedono le banche, mentre i petroliferi resistono. Saipem debole dopo il blocco dei contratti in Brasile.

Borsa: Europa in calo, Wall Street chiusa, Milano -0,15%
Borsa: Europa in calo, Wall Street chiusa, Milano -0,15%
I principali listini europei sono in calo all'inizio della settimana, con pochi scambi a causa della chiusura per festività di Wall Street in occasione del Martin Luther King Day. La peggiore performance è registrata a Parigi (-0,2%), seguita da Milano (-0,15%), Londra (-0,1%), Francoforte (-0,05%) e Madrid (+0,12%), che si mantiene sopra la parità. La tensione sui titoli di stato è in aumento, con il differenziale tra i Btp italiani e i Bund tedeschi decennali a 155,8 punti e il rendimento annuo italiano in crescita di 4 punti al 3,76%, mentre quello tedesco aumenta di 2,7 punti al 2,2%. Il dollaro continua a salire a 0,91 euro, mentre la sterlina si mantiene stabile a 0,789 rispetto al dollaro. Il prezzo del greggio è in calo (-0,25% a 72,52 dollari al barile), mentre il gas naturale registra un ampliamento delle perdite (-4,18% a 30,57 euro al MWh) a causa degli elevati stoccaggi che riescono a compensare i problemi di transito delle navi metaniere nel Mar Rosso. Le banche stanno subendo perdite, con Banco Bpm (-1,54%) e Lloyds (-1,5%) in testa, quest'ultima declassata dagli analisti di Bofa. Anche Mps (-1,45%), Bper (-1,38%), Unicredit (-0,8%) e Ibntesa (-0,48%) sono in calo. In controtendenza, Commerzbank registra un aumento (+1,89%), mentre Deutsche Bank si mantiene stabile (-0,25%) e, secondo Bloomberg, sta valutando possibili operazioni straordinarie senza aver ancora avviato alcun processo. Le aziende petrolifere Shell (+0,22%), Bp (+0,18%) e TotalEnergies (+0,08%) si mantengono stabili, mentre Eni registra una leggera diminuzione (-0,07%). Saipem è in calo (-1,94%) dopo il blocco di due anni ai nuovi contratti con la pubblica amministrazione deciso in Brasile per le sue controllate venerdì scorso a seguito di presunte irregolarità in una commessa del 2011.
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