Domenica 14 Luglio 2024
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Economia

Che cos’è la truffa del sì al telefono nel settore energia e come evitare le trappole dei call center

Con il passaggio al mercato libero stanno aumentando i raggiri: cosa fare per difendersi

Crediti iStock - la truffa del sì

Crediti iStock - la truffa del sì

Roma, 9 ottobre 2023 – A partire dal 2024, dal 10 gennaio per l’esattezza, in Italia è previsto che tutti i cittadini passino dal regime tutelato dell’energia elettrica e del gas naturale al mercato libero. Si tratta di una trasformazione dell’intero sistema dell’energia che interessa secondo le stime 15 milioni di consumatori, con le compagnie erogatrici dei servizi di luce e gas fortemente interessate a sfruttare a proprio vantaggio questa evoluzione del mercato. Entrando più nello specifico, ad essere molto attivi in questa fase storica sono i call center che chiamano i potenziali clienti per proporgli abbonamenti e tariffe via telefono che, però, molto spesso celano dei contratti truffaldini. Il fenomeno delle truffe via telefono, infatti, non conosce crisi, anzi si evolve e va avanti con metodologie sempre più tecnologiche e raffinate. Un esempio è la cosiddetta truffa del sì, con la quale i consumatori sottoscrivono dei contratti in abbonamento senza nemmeno rendersene conto.  

Come funziona la truffa del sì

La truffa del sì si sostanzia in un processo tanto semplice quanto diabolico: il consumatore viene contattato via telefono ed indotto a pronunciare la parola “sì” come risposta a una domanda generica che nulla ha a che fare con la sottoscrizione di un contratto energetico. Volendo fare un esempio, alla risposta il consumatore potrebbe sentire una domanda del tipo “È lei il signor Rossi?”, con la naturale risposta che non può che non essere un’affermazione positiva. Le parole pronunciate, il “Sì” per l’esattezza, viene registrato e accuratamente tagliato, editato ed estrapolato dal contesto originale per poi essere utilizzato come forma di assenso alla sottoscrizione di un contratto. Un comportamento di questo tipo rappresenta naturalmente una truffa ai danni del consumatore, che non è però facile da dimostrare: di fatto viene dato un assenso da parte della viva voce del cliente, che per difendersi dovrà dunque dimostrare di aver subito un raggiro (operazione non sempre così semplice). Questo fenomeno interesserebbe soprattutto il mercato dei contratti di luce e gas, con i bersagli preferiti delle truffe che sarebbero gli anziani.  

Il passaggio al mercato libero e l’aumento delle truffe

Così come si diceva in precedenza, il passaggio di tutti i consumatori al mercato libero sta comportando un aumento importante del numero di truffe perpetrate attraverso l’utilizzo di call center che operano con il palese intento di raggirare le persone contattate. I perché di questo fenomeno sono naturalmente di natura economica: la fine del mercato tutelato fa sì che i prezzi di luce e gas non potranno più essere calmierati, con i consumatori che dovranno dunque scegliere l’operatore che più si confà alle proprie esigenze. Tale aspetto aumenta la competitività, con le aziende che cercano sempre più nuovi clienti visto e considerato che, numeri alla mano, ben 15 milioni di utenti dovranno rivedere il proprio piano tariffario di luce e gas. Si tratta, dunque, della tempesta perfetta all’interno della quale le aziende del settore luce e gas possono muoversi con grande margine e, in alcuni casi, perpetrare delle truffe ai danni dei consumatori.  

Come proteggersi dalla truffa del sì

Ai consumatori, specie in un periodo delicato come quello appena descritto, è chiesto di avere la competenza necessaria per riconoscere una truffa quando la si ha davanti e di innalzare al massimo la soglia dell’attenzione. Ci sono una serie di buone pratiche che possono essere adottate contro la truffa del sì, così come contro tutte le altre attività illecite di questo tipo. Il primo aspetto, forse quello che può sembrare il più stravagante, è non rispondere mai con un “sì” alle domande che vengono poste dall’interlocutore del call center. Ecco, dunque, che alla domanda di cui sopra, “È lei il signor Rossi”, è necessario rispondere ad esempio con un “Siamo noi” o con un “Chi lo cerca?”. Alla piccola sgrammaticatura possono corrispondere evidenti benefici e, soprattutto, si ha la sicurezza di non rimanere vittima della truffa del sì. Estendono le barriere di protezione ad un’attività più universale, rivolte cioè a prevenire ogni forma di truffa che può essere perpetrata via call center, è possibile evidenziare delle linee guida che devono essere sempre ricordate ed applicate dai clienti. Tra queste troviamo:

  • non concedere mai i propri dati anagrafici
  • non diffondere il proprio codice POD e/o PDR, ovvero i codici univoci che permettono di identificare il proprio impianto per il prelievo dell’energia elettrica o del gas
  • evitare di comunicare il proprio codice fiscale o l’Iban via telefono. Si tratta di dati sensibili e, in quanto tali, vanno protetti
  • iscriversi al Registro delle opposizioni e, in pochi semplici passaggi, si verrà esclusi dagli elenchi telefonici delle persone che possono essere contattate dai call center. Si tratta di una pratica abbastanza facile che può essere svolta direttamente sul sito del registro delle opposizioni oppure avviando la procedura via mail e scaricando l'apposito form. In ultimo è possibile iscriversi al registro delle opposizioni utilizzando il telefono e chiamando il numero verde 800 957 766 per le utenze fisse e lo 06 42986411 per i cellulari.<> <>

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Truffa del sì: cosa fare se ne diventa vittime

Nel momento in cui non si è stati attenti alle proprie comunicazioni telefoniche e dall’altra parte del telefono c’è un soggetto con intenti truffaldini, può capitare di rimanere vittime della truffa del sì. Il consumatore si può rendere conto del raggiro solo alla ricezione della prima bolletta, quando cioè vede che nella sua rendicontazione energetica del periodo di riferimento sono comprese delle spese e dei servizi a cui non ha mai dato l’assenso. In tale fattispecie, il primo passo da compiere per il consumatore è inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno all’azienda erogatrice del servizio per disconoscere il contratto. Qualora questo passaggio non dovesse risultare sufficiente e da parte del consumatore ci fosse la volontà di dimostrare di essere stato truffato e, dunque, di essere stato chiamato al pagamento di cifre non dovute, è necessario muoversi per via legale con il fine di dimostrare di aver subito un raggiro. Si tratta di una pratica non molto semplice e breve, motivo per cui molti utenti truffati decidono di muoversi semplicemente rimuovendo il contratto che li lega alla compagnia energetica.

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