Sabato 15 Giugno 2024
SOFIA SPAGNOLI
Economia

Topolino di Steamboat Willie alla svolta: il copyright sta per scadere

Una vera pietra miliare nel mondo dell’animazione. L'epopea dei diritti d'autore e la linea dura di Disney

Mickey Mouse in "Steamboat Willie"

Mickey Mouse in "Steamboat Willie"

Per la prima volta un personaggio delle vicende Disney diventerà di pubblico dominio. Si tratta del Mickey Mouse di "Steamboat Willie", il topo antropomorfo presentato al mondo nel cortometraggio del 1928. Il corto, che dura 8 minuti, è una vera pietra miliare nel mondo dell’animazione, perché fu il primo della serie di Mickey Mouse a venire distribuito, e per questo viene considerato l'esordio del personaggio immaginario creato da Walt Disney e Ub Iwerks. Alla fine del 2024, come riportato dal New York Times, questa versione del simpatico topo perderà la protezione dei diritti negli Usa e in altri paesi, perché il copyright scadrà.

Ma la faccenda non è affatto così semplice come può sembrare perché il modo con cui Walt Disney ha protetto e protegge i propri personaggi è tutt’altro che tenero. La società ha in passato costretto un asilo nido della Florida a rimuovere un murale non autorizzato di Minnie e nel 2006 la Disney mise in guardia uno scalpellino a cui era stata commissionata la realizzazione di una lapide di un bambino con la raffigurazione di Winnie the Pooh, avvisandolo che attuandola avrebbe violato il suo copyright.

L’epopea attorno al copyright di Topolino

La questione sui diritti di Topolino si protrae ormai da molti anni. Il copyright di Topolino feceva, inizialmente, riferimento a una legge del 1909, che concedeva a Disney 56 anni di protezione. Negli anni Settanta, a pochi anni dallo scadere dei diritti, i dirigenti Disney riuscirono a convincere i membri del Congresso a promulgare una nuova legislazione in termini di copyright. Risultato: nel 1976 venne modificata la legge nazionale e la data di scadenza di Topolino passò quindi dal 1984 al 2003.

A metà anni Novanta, quando i copyright di Topolino, Pluto, Paperino e Pippo erano in procinto di scadere, la Disney investì milioni di dollari per promuovere una nuova legge, che passò alla Camera e al Senato senza udienze pubbliche, dibattiti o annunci, nonostante l’opposizione. Si arriva, così, alla nuova legge del 1998, che aggiunge altri vent’anni di diritti, portando a far scadere i diritti di Topolino a 95 anni dalla sua creazione.

Non era di certo il risultato sperato da Disney, che sperava di ottenere una sorta di copyright eterno sul personaggio, ma di certo questa vicenda dimostra l’enorme influenza dello studio di animazione sul piano politico e legislativo dell’intero Paese e del mondo.

Mickey mouse: copyright e i marchi sui personaggi

La scadenza del copyright di "Steamboat Willie" prevede che il cortometraggio in bianco e nero possa essere proiettato senza il permesso della Disney e persino rivenduto da terzi. Significa che chiunque può utilizzare il film e il Topolino originale per creare nuove storie e opere d'arte. Il New York Times suggerisce una lettura su ciò che potrebbe accadere, riportando la vicenda del libro per bambini del 1926 “Winnie-the-Pooh,” di AA Milne, diventato di pubblico dominio. Da allora un regista emergente ha realizzato un film a basso budget chiamato " Winnie-the-Pooh: Blood and Honey ", in cui il paffuto orso giallo diventa selvaggio. In una scena, Pooh e il suo amico Maialino usano il cloroformio per inabilitare una donna in bikini. Ma attenzione: la Disney non fa ricorso al copyright, a condizione che chi usufruisce del personaggio scelto, non utilizzi elementi, come vestiti o dettagli, di versioni successive. Qui è dove diventa complicato perché, come avverte il quotidiano americano, la Disney detiene anche i marchi sui suoi personaggi e questi non scadono finché le aziende continuano a presentare i documenti adeguati per rinnovarli. Sono progettati per fornire ai consumatori la certezza della fonte e della qualità di una creazione. In questo modo, il personaggio, anche nella sua prima forma, ha un legame così stretto con la compagnia che le persone lo assoceranno sempre e automaticamente alla Disney.

Il giro d’affari di Disney

Al di là delle strambe dinamiche legate al copyright dei propri personaggi, l’andamento annuale di Disney non fa ben sperare, al punto che la società punta a ridurre i costi a livello aziendale. La decisione fa seguito ai deludenti risultati del quarto trimestre fiscale, ‘inferiori alle stime degli analisti’. Risultati che hanno provocato un piccolo terremoto in borsa con un calo drastico delle azioni: il momento più critico degli ultimi 20 anni per la multinazionale statunitense. La strategia adottata dai vertici dell'azienda - messa nero su bianco in una nota inviati ai dirigenti - si basa “sullo stop selettivo delle assunzioni e sui tagli di alcuni posti di lavoro”

I servizi di streaming della Disney hanno perso 1,47 miliardi di dollari lo scorso trimestre, più del doppio della perdita rispetto all'anno precedente. Il direttore finanziario McCarthy ha affermato che le perdite miglioreranno nel 2023 e Chapek ha promesso che lo streaming diventerà redditizio entro la fine del 2024.