Mercoledì 24 Luglio 2024
ELENA COMELLI
Economia

Tim, il primo luglio closing con Kkr. La vendita della rete all’ultimo atto

Affare da 22 miliardi già approvato da governo e Ue. L’ad Labriola: "Diventiamo come gli altri operatori"

Tim, il primo luglio closing con Kkr. La vendita della rete all’ultimo atto

Tim, il primo luglio closing con Kkr. La vendita della rete all’ultimo atto

C’è una data per il closing della vendita della rete fissa di Tim. L’ex monopolista tlc ha fissato con il fondo Usa Kkr per il 1° luglio il perfezionamento della cessione di NetCo a Optics BidCo, un deal da 22 miliardi di euro, già approvato dal governo Meloni e dalla Commissione Ue. "Abbiamo confermato che dal primo luglio la parte delle rete fissa viene ceduta a Kkr, con un gruppo di altri fondi dietro. È irreversibile, abbiamo avuto tutte le autorizzazioni, del Golden power, dell’Antitrust, ora c’è il closing", ha confermato l’ad di Tim, Pietro Labriola. L’operazione, ha spiegato, "ci permetterà di ridurre l’indebitamento, non avremo più quei vincoli che non ci permettevano di competere con gli altri player. Vincoli che erano anacronistici. Diventiamo come gli altri operatori".

Ora si guarda avanti. Chiuso il capitolo Netco, per Tim è tempo "di lavorare sui numeri" per far crescere le business unit "consumer, enterprise e Brasile", ha aggiunto Labriola. Si conclude così un tormentato percorso iniziato nel 1997 con la privatizzazione di Telecom Italia in un corpo unico con la sua infrastruttura, per rispondere ai requisiti d’ingresso dell’Italia nell’euro, proseguito con i ripensamenti da parte della classe politica per aver ceduto ai privati un asset strategico, in regime di monopolio, da cui derivava una ricca rendita di posizione. I tentativi da parte dei diversi governi di riprendersi quell’asset così appetibile sono cominciati nel 2006 con il governo Prodi e sono proseguiti con tutte le proprietà che si sono susseguite nel controllo di Telecom, da Telefonica fino a Bolloré, ancor oggi primo azionista attraverso Vivendi con il 23,7%.

Tutti gli azionisti di controllo dell’ex monopolista si sono opposti alla vendita della rete, considerata la vera gallina dalle uova d’oro della compagnia, a partire da Tronchetti Provera, per poi continuare con Telefonica e oggi con Bolloré. Ora si è giunti al punto di svolta e si capirà quanto sia efficiente una rete trasformata in società infrastrutturale e quanto sia sostenibile un operatore telefonico come Tim, sgravato di buona parte del debito ma senza più un rapporto privilegiato con la rete.