Superbonus, niente proroga

Non passa la proroga del Superbonus voluta da Forza Italia. Alla fine è prevalsa la linea del rigore del ministro...

Non passa la proroga del Superbonus voluta da Forza Italia. Alla fine è prevalsa la linea del rigore del ministro Giorgetti e della stessa premier, Giorgia Meloni, che ieri è tornata a tuonare contro i costi del maxi incentivo: circa 140 miliardi di euro, "quanto si spende per la sanità". Il tema sarà ripreso e non è escluso che possa entrare in un provvedimento ad hoc o nel decreto mille proroghe in arrivo a fine anno. In assenza di proroghe, per chi non ha completato i lavori, l’incentivo dal 1° gennaio scende al 70%. Ma non mancano le novità sulla casa. Torna la cedolare secca al 21% sugli affitti brevi per uno degli immobili individuati dal contribuente in sede di dichiarazione del redditi. Per le altre abitazioni l’aliquota passa al 26%.

Ampliato l’accesso al fondo mutui prima casa per le famiglie numerose a basso reddito. In particolare, con tre figli sotto i 21 anni, l’Isee può arrivare a 40mila euro, con 4 figli la soglia sale a 45mila euro e con 5 o più figli si arriva ai 50mila euro all’anno. Infine, l’Imu: 213 piccoli Comuni, in gran parte sotto i 20mila abitanti, avranno più tempo per fissare le aliquote. La norma riguarda i municipi che non avevano presentato in tempo il calcolo dell’imposta. Solo per il 2023, in deroga, le delibere "sono tempestive se inserite nel portale del federalismo fiscale entro novembre 2023".

Di conseguenza, il termine per la pubblicazione è fissato al 15 gennaio 2024. Se le nuove aliquote comporteranno una differenza positiva, i contribuenti saranno di nuovo chiamati alla cassa entro il 29 febbraio 2024 (senza sanzioni e interessi). Con una differenza negativa, il rimborso è "dovuto secondo regole ordinarie".

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