Martedì 11 Giugno 2024
FRANCESCO PANDOLFI
Economia

Perché sta aumentando lo spam sui social network

Sono sempre di più le inserzioni che commercializzano prodotti inutili o non interessanti per gli utenti

Roma, 17 febbraio 2023 - Pop up, banner, annunci. La pubblicità ha ormai invaso la nostra vita. Dai social network, ai nostri siti preferiti è un continuo rimbalzare tra un annuncio e l'altro. Negli anni le tecniche di marketing si sono sempre più affinate ed evolute e a tutti è capitato di ritrovarsi di fronte a un banner che sponsorizza un oggetto appena cercato o di cui abbiamo bisogno. Nell'ultimo periodo, però, la tendenza sembra essersi invertita a favore di annunci pubblicitari che poco hanno a che vedere con gli interessi degli utenti o che propongono prodotti inutili o a volte vere e proprie truffe.

Social network
Social network

La pubblicità comportamentale

È risaputo che chi vuole acquistare ad esempio un orologio e ne cerca qualcuno in rete vedrà presto comparire un annuncio pubblicitario che gli propone di comprare proprio l'oggetto di cui ha bisogno. È proprio questo il sistema su cui si basa la pubblicità online, cogliere le esigenze degli utenti e mostrargli ciò che desiderano. Tutto ciò è possibile grazie alla profilazione degli utenti. In questo modo, navigando sul web ed effettuando delle ricerche, creiamo un nostro profilo su cui si baseranno le inserzioni che ci verranno mostrate. Da qualche tempo, però, le cose sembrano essere cambiate.

Il mercato in frenata

Uno dei motivi di questa invasione di annunci scadenti o comunque non pertinenti alle esigenze degli utenti, secondo il New York Times, sarebbe da ricercare in una brusca frenata da parte degli investitori sul mercato pubblicitario sul web. Un minor investimento da parte delle importanti compagnie di marketing sui social avrebbe portato questi ultimi ad abbassare i prezzi delle inserzioni, spianando la strada agli inserzionisti meno esigenti e che propongono pubblicità di prodotti di qualità inferiore. Un dato tanto più confermato da un sondaggio citato sempre dal New York Times secondo cui il 30% di 43 importanti multinazionali ha deciso di ridurre il proprio budget destinato al marketing.

Il caso dei social network

Stando sempre a una ricerca del New York Times, che ha raccolto la testimonianza di chi utilizza i social network, sarebbero aumentati gli annunci che poco hanno a che vedere con gli interessi degli utenti. Sarebbero infatti, sempre di più le pubblicità fraudolente che propongono investimenti improbabili o di venditori sconosciuti. Questo sempre perché il mercato delle inserzioni pubblicitarie sul web sarebbe in frenata, in particolare sui principali social network. Da quando, ad esempio, Twitter è passato nella mani di Elon Musk si sarebbe registrato un calo del 55% di investimenti da parte dei suoi dieci inserzionisti più importanti. La stessa sorte pare sia toccata a Meta (a cui fanno capo Facebook e Instagram) che, citando il New York Times, avrebbe subito non solo un calo delle entrate trimestrali legate alla pubblicità, ma anche un calo consistente dei prezzi degli annunci (-24%).Lo stesso sarebbe avvenuto per quanto riguarda la pubblicità su Youtube (-8%) e Snapchat. Tutto questo avrebbe così generato un meccanismo per cui chi prima aveva difficoltà a farsi strada nel campo delle inserzioni online ora riesca a guadagnare sempre più spazio.