Martedì 21 Maggio 2024
SOFIA SPAGNOLI
Economia

Adolescenti senza smartphone e tecnologia. In Usa è una moda

Si chiama Luddite Club, è un gruppo di giovani della Murrow High school. Studenti che hanno scelto di rinunciare a smartphone e social per condurre una vita più semplice, che sappia dare a libri, dialogo e musica lo spazio che si meritano.

Ragazzi con lo smartphone

Ragazzi con lo smartphone

Immaginate un gruppo di ragazzi seduti in cerchio, immersi tra le pagine di Tolstoj e Dostoevskij. Una chitarra, qualche chiacchera, niente smartphone: non è il malinconico ricordo dei lontani anni ’70, ma è la rivoluzione del Luddite Club, il gruppo dei giovani della Murrow High school. Si tratta di studenti che hanno scelto di rinunciare a smartphone e social con il fine di condurre una vita più semplice, che sappia dare a libri, dialogo e musica lo spazio che si meritano. “La parte migliore dell'essere un luddista è la mia autocoscienza. Ho tempo per riflettere sulla mia giornata e sulla mia vita”. Spiega uno dei membri del gruppo, fondato l'anno scorso da Logan Lane, studente della Murrow. Il club prende il nome da Ned Ludd, il folcloristico operaio tessile inglese del XVIII secolo che avrebbe distrutto un telaio meccanizzato, ispirando altri a ribellarsi contro l'industrializzazione. Qui, però, i nemici contro cui combattere sono i social, gli smartphone, a cui i giovani studenti della Murrow contrappongono uno stile di vita basato sull’auto-liberazione dai social media e dalla tecnologia.

Telefoni a conchiglia e tempo di qualità:

Come racconta il New York Times ogni domenica, che ci sia sole o pioggia, il gruppo di adolescenti si riunisce sui gradini della Central Library in Grand Army Plaza a Brooklyn per dare inizio all'incontro settimanale del Luddite Club. “Siamo qui ogni domenica, anche con la neve. Non ci teniamo in contatto l'uno con l'altro attraverso i telefoni; quindi, per incontraci, è necessario presentarsi qui”. Si spostano poi su una collina presente nel parco. Per fare parte del gruppo è sufficiente l’iscrizione, e chi sceglie di iscriversi deve rispettare alcune semplici regole, come quella di tornare ad adoperare i vecchi cellulari, quelli a conchiglia, il cui utilizzo è mirato soltanto alla funzione primaria del telefono: effettuare e ricevere chiamate. Viene inoltre richiesto di tornare ai vecchi valori, come riunirsi dopo aver concluso le ore scolastiche, condividendo il tempo giocando, cantando, leggendo libri e suonando la chitarra.

Smartphone e noia cronica

Logan Lane ha ricevuto il suo primo smartphone a 11 anni. Come molti ragazzi, si è creato un proprio profilo su Instagram, Snapchat e TikTok, dove pubblicava regolarmente foto di sé, fino a quando è arrivata la pandemia. Chiuso tra le mura di casa, lo studente si è reso conto di essere sopraffatto dall’utilizzo dello smartphone: "Potevo sentire la chimica del mio cervello cambiare", ha detto Lane. "Ero così annoiato. Non è così comune per le persone annoiarsi e restare sole con se stesse. Il suo piccolo smartphone era diventato tutto il suo mondo e nel tempo questa malsana abitudine, lo aveva lentamente estraniato dalla vita. Solo dopo un lungo e lento percorso di crescita interiore Lane è riuscito a dire “basta” a quella dipendenza che l’aveva fatto sprofondare in una noia cronica. Lane ora va a letto presto, presto e si alza all’alba. Ha sempre un libro con sé nel mezzo degli spostamenti in metropolitana, si impegna di più a scuola, scrive un diario, corre e crea vestiti “Non è stato certamente facile rinunciare al mio precedente stile di vita, ma ora mi sento più libero e adoro passare tempo di qualità all’aria aperta con le persone a cui voglio bene”.

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