Scuole superiori, il liceo torna la prima scelta nelle iscrizioni. Ma basta latino e greco

I dati diffusi dal Ministero dell’Istruzione. In costante crescita il liceo linguistico, gli istituti tecnici scelti soprattutto al centro nord

Studenti in un'aula scolastica
Studenti in un'aula scolastica

Roma, 12 ottobre 2023 – In un sistema scolastico come quello italiano che sempre più spesso soffre il confronto con gli altri modelli di offerta formativa (il dato più recente è il Qs Rankings Europe 2024 che vede soltanto 4 università del Belpaese tra le migliori 100 del continente, con la prima, il Politecnico di Milano, 47esima), anche gli studenti stanno ritarando le loro aspirazioni. Stretti nella morsa dello stereotipo del popolo che possiede una delle peggiori conoscenze dell’inglese per esempio, le ragazze e i ragazzi che si apprestano a iscriversi alle scuole superiori oggi pensano sempre più ad approfondire l’apprendimento delle lingue straniere, mettendo da parte materie che per decenni hanno rappresentato i capisaldi della cultura umanistica di casa nostra: il latino e il greco.  

I licei restano la prima scelta

I dati relativi alle iscrizioni all’anno scolastico 2023-2024 diffusi dal Ministero dell’Istruzione confermano lo zoccolo duro della formazione liceale, scelta da quasi il 60% (57,1%) di chi si appresta a concludere le scuole medie. Serve in effetti ricordare che le iscrizioni vengono effettuate tra gennaio e febbraio, quando ragazze e ragazzi devono ancora ultimare il loro ultimo anno di scuola secondaria di primo grado. È anche vero che poi spesso le aspettative vengono ritarate nel successivo futuro, dal momento che dati alla mano, nel triennio delle scuole superiori si registra una inversione di tendenza, con la diminuzione degli alunni che frequento i licei, a vantaggio della crescita delle classi degli istituti tecnici e professionali.

Aumento costante

Rispetto a vent’anni fa in ogni caso il numero di iscrizioni liceali è fortemente aumentato, visto che all’inizio del nuovo millennio la percentuale si attestava intorno al 30%, circa la metà rispetto a quella attuale. Spulciando i dati relativi all’anno in corso, la prima scelta riguarda il liceo scientifico, che registra il 26% delle iscrizioni e conta sul sempre apprezzato percorso ‘tradizionale’, seguito dall’opzione ‘Scienze applicate’. Evidentemente la forte spinta legata alle innovazioni tecnologiche e informatiche garantisce un forte richiamo, anche in termini di prospettive occupazionali e di gratificazioni professionali ed economiche.

Liceo classico in discesa

Sul fronte umanistico, il Liceo delle Scienze Umane, arrivato all’11,2% di preferenze, in un solo anno ha guadagnato quasi un punto percentuale. Soffre invece la proposta più ‘tradizionale’ del liceo classico, che negli ultimi anni ha perso oltre il 10% delle iscrizioni, scendendo ora al di sotto del 6%. Da notare poi che all’interno dell’offerta formativa del liceo classico, mentre ‘paga’ il ramo tradizionale, quello appunto caratterizzato dalla presenza di latino e greco, prendono piede i percorsi alternativi che preferiscono potenziare l’insegnamento delle lingue (due, con l’inglese sempre presente) e gli studi economico-giuridici. È intanto in costante crescita il liceo linguistico, che ogni anno continua a guadagnare posizioni e che ora arriva a sfiorare l’8% delle preferenze. Insomma, nell’Italia ‘culla della cultura europea’ prende sempre più piede il pragmatismo.

Istituti tecnici in crescita

Al secondo posto nell’ordine delle scelte figurano gli istituti tecnici, che hanno guadagnato un 0,2% rispetto allo scorso anno e che arrivando al 30,9% del totale delle iscrizioni provano a consolidare un trend auspicato da larghe fette del mondo imprenditoriale italiano, costantemente alla ricerca di figure specializzate spesso non facili da reperire. L’importanza di questo tipo di formazione è particolarmente sentita in Veneto, dove la percentuale sfiora il 40% (38,8), in Friuli Venezia Giulia, in Emilia Romagna e in Lombardia, dunque uno spicchio del centro nord del Paese, che si confronta con l’area meridionale dove la formazione liceale è invece decisamente predominante. Tra i vari ambiti, il più gettonato è quello tecnologico (19,4%), nel quale giocano un ruolo trainante gli studi legati all’informatica e alle telecomunicazioni (sulla scorta di quanto accade nei licei). Seguono meccanica, meccatronica, energia e biotecnologie. Guadagna però spazio (+1,2% rispetto a 12 mesi fa) il comparto economico, che arriva all’11,5% grazie agli indirizzi dedicati ad amministrazione, finanza e marketing. Il percorso formativo rivolto al turismo invece ha raccolto il 2,8% delle iscrizioni.  

La crisi degli istituti professionali

L’ambito della formazione professionale al momento dell’iscrizione dalle scuole medie continua invece a perdere terreno: il -0,6% registrato rispetto all’anno scorso porta il totale ad appena il 12,1% del totale. Gli indirizzi maggiormente scelti sono quelli legati all’enogastronomia e all’ospitalità alberghiera, seguiti dagli ambiti sanitari e di assistenza sociale. In parziale controtendenza c’è l’Emilia Romagna che, spinta dalle iscrizioni legate al settore alberghiero e commerciale, arriva al 15,6% del totale.

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