Martedì 23 Aprile 2024

Sciopero dei supermercati 30 marzo, rischio chiusura il sabato di Pasqua. Alta tensione Federdistribuzione-sindacati

Salta la trattativa sul rinnovo del contratto collettivo di lavoro. I sindacati: “Vogliono introdurre nuove dosi di precarietà”. Federdistribuzione: “Voi irresponsabili”

Sciopero del commercio dopo stop tavolo con Federdistribuzione

Sciopero del commercio dopo stop tavolo con Federdistribuzione

Bologna, 28 marzo 2024 – È guerra tra Federdistribuzione e le organizzazioni sindacali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, che si sono ritirate unilateralmente dalle trattative per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro della Distribuzione Moderna e Organizzata. Le sigle sindacali hanno proclamato otto ore di sciopero in tutta Italia per il 30 marzo e con la mancata disponibilità al lavoro per il 31 e il primo aprile. Luca Malcotti, segretario nazionale Ugl Terziario, ha spiegato: “I 200mila lavoratori della grande distribuzione attendono il rinnovo del Ccnl da oltre 4 anni, ma la trattativa delle ultime ore è saltata di fronte alle pretese di Federdistribuzione di introdurre ulteriori dosi di precarietà e dequalificazione dei lavoratori”. “Ribadiamo il rammarico”, fa sapere Federdistribuzione riguardo allo stallo dei negoziati, giudicando “irresponsabile” la proclamazione di un’astensione per il sabato di Pasqua, minacciata dai sindacati. 

L’ente rappresentante le imprese della grande distribuzione afferma di "non aver mai fatto mancare la disponibilità alla trattativa nelle diverse fasi che si sono succedute nei mesi precedenti e nel corso dell'ultimo incontro del 26 e 27 marzo ha dato disponibilità a riconoscere gli aumenti salariali espressamente richiesti dalle Organizzazioni Sindacali, avendo sempre messo al primo punto l'importanza di tutelare i lavoratori insieme alla necessaria sostenibilità per le imprese.

“Contrariamente a quanto fatto emergere dalle organizzazioni sindacali, Federdistribuzione precisa che non è stata fatta alcuna richiesta di "flessibilità incontrollata" nella definizione dei contratti a termine, ma solo una integrazione rispetto a quanto già previsto dalla legge”.

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