Sciopero 22 dicembre 2023: ma troveremo chiusi anche i bar sotto casa? Cursano (Fipe): “Ecco cosa prevedo e i numeri della crisi”

Il vicepresidente dei pubblici esercizi di Confcommercio: “Oggi è a rischio un intero modello produttivo e distributivo che non sta più in piedi economicamente”

Aldo Cursano, vicepresidente Fipe Confcommercio
Aldo Cursano, vicepresidente Fipe Confcommercio

Roma, 21 dicembre 2023 – Un venerdì di passione nei giorni dello shopping natalizio con lo sciopero del terziario, domani 22 dicembre 2023. Tra gli altri sono coinvolti: alberghi, bar e ristoranti, mense e supermercati, ma anche agenzie di viaggio e aziende termali.

Vuol dire che rischieremo di trovare chiusi i punti di ristoro di autogrill, stazioni, aeroporti. Sì, ma il bar sotto casa?

"Abbiamo tenuto monitorato il settore, prevedo che in generale i pubblici esercizi domani rimarranno aperti”, risponde Aldo Mario Cursano, vicepresidente nazionale vicario di Fipe Confcommercio.

Una mobilitazione in tutta Italia.

“E spero che questa occasione ci porti ad affrontare con grande senso di responsabilità i bisogni dei lavoratori e delle imprese”.

Quali sono?

“Oggi è a rischio un intero modello produttivo e distributivo. Perché il pubblico esercizio inteso come fuori casa degli italiani non sta più in piedi economicamente”.

I numeri.

"Negli ultimi cinque anni hanno chiuso ventimila bar, ad esempio”.

Cosa bisogna fare?

“Bisogna trovare una risposta a questo comparto, vuol dire dare un futuro a lavoratori e imprenditori”.

Quindi è contro lo sciopero?

“Ho sempre un grande rispetto per chi sciopera, perché la mobilitazione accende i riflettori su un comparto che è fondamentale nel nostro paese. C’è un turnover incredibile di aziende che aprono, chiudono e cambiano gestione. E questo è un indicatore indiscutibile di un modello che non sta più in piedi da un punto di vista economico. Pagano le imprese e chi ci lavora”.  

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