Martedì 23 Luglio 2024
GIORGIO COSTA
Economia

Bracciante morto a Latina, Gamberini (Legacoop): "Serve più controllo sui prezzi per evitare lo sfruttamento"

Il presidente del colosso cooperativo: "Il sottocosto frutto dell’illegalità distorce il mercato". "Noi facciamo tante verifiche, ma deve intervenire lo Stato. Sì al raddoppio degli ispettori"

Bologna, 23 giugno 2024 – Serve più controllo sulle aziende, occorrono più ispettori del lavoro, e sì a una gestione diversa del fenomeno migratorio, perché un caso vergognoso come quello di Satnam Singh, il bracciante indiano morto a Latina dopo essere stato abbandonato con il braccio amputato, non si verifichi più".

Braccianti stranieri alla manifestazione di Latina
Braccianti stranieri alla manifestazione di Latina

Simone Gamberini, presidente di Legacoop nazionale (10.446 imprese aderenti e un valore della produzione di 86 miliardi) interviene sul tema della "legalità" nella produzione agricola. Ed evidenzia come la questione dei prezzi influisca su un sistema che può portare a distorsioni.

Che cosa intende per rapporto prezzi-sfruttamento?

"È necessario predisporre un sistema di controllo sui prezzi dei prodotti agricoli per evitare che si sfruttino i lavoratori per far arrivare sul mercato prodotti sottocosto. Una strada che mette in difficoltà le imprese sane, che rispettano le regole. Una via giusta è quella indicata nel recente Dl Agricoltura: potenziare l’efficacia della direttiva sulle pratiche sleali determinando il prezzo medio di produzione anche grazie al supporto di Ismea".

Che cosa fa il mondo Legacoop per la legalità della produzione?

"Abbiamo stretto una serie di accordi, su base volontaria, con i nostri fornitori e messo in vendita prodotti, come per esempio si legge nei supermercati Coop, che sono “buoni ma giusti”. Coop, a oggi, ha coinvolto ben 832 fornitori che hanno sottoscritto protocolli sia sulle modalità di produzione, sia sulla gestione della raccolta e del personale. Si tratta di codici etici che consentono di verificare che cosa succede concretamente in azienda. E in un anno facciamo circa 400 controlli. Ma stiamo parlando di 832 fornitori su una platea che per la sola ortofrutta conta oltre 60mila aziende in Italia. Se ai controlli dei privati non si abbinano quelli dello Stato, si rischia di non andare da nessuna parte. E poi, come detto, i prezzi bassi frutto della illegalità distorcono il mercato".

Quindi è favorevole al raddoppio degli ispettori proposto dal governo?

"Assolutamente sì, perché i controlli sono troppo pochi e sono pochi perché non ci sono ispettori. Il loro numero va aumentato, ma se anche domani raddoppiassero non è che i controlli magicamente raddoppierebbero, perché serve anche tempo per la loro formazione. E poi occorre una regia complessiva che parta da un controllo più attento del territorio da parte dello Stato e da una gestione diversa del fenomeno migratorio. In provincia di Latina, in estate, arrivano circa 20mila stagionali e da qualche parte vivono, spesso in condizioni non dignitose. Sarebbe il caso che nessuno si girasse dall’altra parte e facesse finta di non vedere. Forse, riflettere sulla regolarizzazione per chi è in Italia e la presa in carico per chi denuncia lo sfruttamento può essere una strada da percorrere".

Ogni anno, da decenni, si ripete il fenomeno del lavoro abusivo che porta comunque a condizioni disumane, se non alla morte. Come mai nessun governo, di qualsiasi colore, è riuscito ad affrontare il problema?

"Perché ogni volta che si tocca il tema dell’immigrazione ci si scontra con sensibilità diverse dei cittadini e si teme l’impatto elettorale. Dobbiamo creare una vera e propria strategia della gestione del processo migratorio. Dal punto di vista culturale dobbiamo fare un passo in avanti, contro tutte le demagogie. L’immigrazione non deve più essere vista come un problema, ma come una opportunità della quale il nostro Paese, stante il trend demografico e il fabbisogno occupazionale, non può prescindere".

Come se ne esce?

"Noi crediamo che serva una regia nazionale e una programmazione, visto anche il declino demografico, del quale le nostre cooperative già risentono, verso il quale ci siamo avviati. Come mondo cooperativo abbiano fatto accordi di formazione all’estero per poi assumerli in Italia. Anche questa crediamo che sia una strada percorribile".

Agrilovato, l’azienda in cui lavorava Satnam Singh, è una cooperativa che ha fatto richiesta di una piccola quota di Agrinsieme. È associata a Legacoop?

"È una cooperativa, ma non è associata né ad Agrinsieme né a Legacoop. Questo semmai pone un altro tema".

Quale?

"Quello delle false cooperative. Sono anni che chiediamo controlli sulle cooperative non associate alle centrali più rappresentative e invochiamo una legge che contrasti il fenomeno delle false cooperative e delle false imprese. Per ora vanamente".