Marco Gay, ad di Digital Magics
Marco Gay, ad di Digital Magics
Finalmente una ventata di ottimismo. Non c’è solo la fredda statistica dei numeri a segnalare l’inversione di tendenza dell’Italia. La conferma che il clima è cambiato e che il barometro dell’economia segna bel tempo arriva anche dalle parole di Marco Gay, amministratore delegato di Digital Magics e numero uno di Confindustria Piemonte. Ci siamo davvero rimessi in marcia? "Sì, finalmente una buona notizia. È una ripartenza dopo un anno e mezzo di crisi. La verità è che le imprese italiane sono riuscite a reagire con prontezza,...

Finalmente una ventata di ottimismo. Non c’è solo la fredda statistica dei numeri a segnalare l’inversione di tendenza dell’Italia. La conferma che il clima è cambiato e che il barometro dell’economia segna bel tempo arriva anche dalle parole di Marco Gay, amministratore delegato di Digital Magics e numero uno di Confindustria Piemonte.

Ci siamo davvero rimessi in marcia?

"Sì, finalmente una buona notizia. È una ripartenza dopo un anno e mezzo di crisi. La verità è che le imprese italiane sono riuscite a reagire con prontezza, mettendosi subito al lavoro e mostrando di essere capaci di competere come sempre ad armi pari sullo scenario globale non appena il Covid ha allentato la sua morsa".

Quindi possiamo già archiviare la brutta pagina dell’epidemia?

"Non esageriamo. Siamo stati bravi a ripartire. Ora dobbiamo concentrare le energie e le risorse per rafforzare e rendere più saldo il rilancio. Non dobbiamo dimenticare che il trend è ancora a macchia di leopardo. Ci sono settori che marciano a pieno regime ed altri che faticano".

Quali?

"Le cose stanno andando sicuramente bene per la meccatronica, l’automotive mostra segni di ripresa e, più in generale, procedono spediti i settori più innovativi e orientati all’export, le start up... Anche i servizi hanno mostrato una grande capacità di reazione. Ci sono, però, settori ancora in sofferenza. Penso al turismo. Ma anche al tessile il cui andamento produttivo risente delle dinamiche stagionali, con un gap di almeno sei mesi".

Che cosa dovremmo fare per rafforzare la ripartenza?

"È importante concentrare gli sforzi e spingere le imprese sul terreno dell’innovazione e della digitalizzazione, verso la cosiddetta rivoluzione 4.0. Dobbiamo agganciare le grandi filiere internazionali che sono già ripartite. E, all’interno, favorire le partnership fra pubblico e privato. Le aziende, gli imprenditori, non possono essere lasciati soli".

Non teme che l’aumento dei contagi possa ipotecare le prospettive di crescita?

"Certo. Ma proprio per questo la parola magica è: vaccinarsi. Non possiamo permetterci una quarta ondata e nuove chiusure in autunno. Le imprese sono pronte a fare la loro parte".

Anche con il Green pass?

"Mi sembra uno strumento efficace per garantire una riapertura in sicurezza. Insieme, naturalmente, al rispetto del distanziamento e all’uso delle mascherine. Non è il momento di abbassare la guardia".

Che cosa si aspetta dal Pnrr? Riusciremo a evitare sprechi?

"È una grande opportunità che non possiamo assolutamente perdere. È anche l’occasione per fare riforme che il Paese rimanda da oltre 20 anni. È necessaria una politica industriale in grado di intercettare non solo i fondi del Pnrr ma anche quelli della Programmazione Comunitaria".