Regioni e Pnrr, serve una svolta

ROMA L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile lancia un appello al governo. Raffaele Fitto risponde. Il ministro per gli Affari europei,...

Regioni e Pnrr, serve una svolta

Regioni e Pnrr, serve una svolta

L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile lancia un appello al governo. Raffaele Fitto risponde. Il ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr – nel corso del suo intervento trasmesso durante la presentazione, ieri al Cnel, del Rapporto Territori 2023 – ha fissato con il direttore scientifico dell’ASviS, Enrico Giovannini, un incontro a gennaio per discutere le proposte presentate dall’Alleanza volte a sostenere l’azione del governo e delle amministrazioni locali.

Tra il 2010 e il 2022 – rileva il rapporto ASviS – gran parte delle Regioni italiane non hanno fatto passi avanti soddisfacenti rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu. Nel complesso solo per due Obiettivi, salute ed economia circolare, si registra un miglioramento generale, mentre peggiorano le condizioni di quasi tutte le Regioni per quattro Obiettivi (povertà, qualità degli ecosistemi terrestri, risorse idriche e istituzioni), a fronte di una sostanziale stabilità per gli altri. Rappresentano una eccezione positiva la Valle d’Aosta e la Toscana, mentre tra le Regioni che mostrano le peggiori performance si segnalano il Molise e la Basilicata, che presentano arretramenti rispetto al 2010 per ben sei Obiettivi. Aumentano anche le disuguaglianze territoriali: complessivamente, le differenze di performance tra territori crescono per sette Obiettivi, diminuiscono solo per due e restano invariate per cinque. Senza un deciso cambiamento delle politiche, molti degli Obiettivi dell’Agenda 2030 non saranno raggiunti. Per innescare un’inversione di tendenza, – sottolinea l’ASviS – occorre intervenire con urgenza per ridurre i danni dovuti al cambiamento climatico, rivedere in profondità la politica di coesione e dare coerenza agli interventi per le città, le aree interne e la montagna, utilizzando l’Agenda 2030 come quadro di riferimento comune per tutte le politiche pubbliche.

Giulia Prosperetti

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