Mercoledì 24 Aprile 2024

Quanto consumano e quanto costa usare i comuni elettrodomestici

Il consumo degli elettrodomestici e il loro costo: l’impatto sull’utenza elettrica di ogni singolo dispositivo presente in casa

Consumo elettrodomestici - Crediti iStock Photo

Consumo elettrodomestici - Crediti iStock Photo

Una buona gestione del bilancio familiare impone, inevitabilmente, di tenere sotto controllo le spese relative alle utenze di luce e gas. Sapere, ad esempio, qual è il consumo dei propri elettrodomestici può portare a un loro utilizzo più consapevole e mirato al risparmio. Molte utenze, infatti, prevedono delle diverse tariffe per il consumo che possono variare a seconda dell’orario della giornata, mentre altre hanno un costo fisso. E ancora, pensare che tutti gli elettrodomestici abbiamo lo stesso consumo è sbagliato: a fronte di alcuni dispositivi che incidono molto poco sul costo della bolletta, ce ne sono altri che hanno un peso notevole. È proprio sull’utilizzo quest’ultimi che deve intervenire chi ha intenzione di abbassare le proprie spese per le utenze.

Come capire quanto consumano gli elettrodomestici

Ogni elettrodomestico presente all’interno delle proprie case è stato accompagnato all’acquisto da un libretto di istruzioni al cui interno sono riportati i valori indicativi della potenza minima e massima. Leggere questi volumi informativi è, dunque, il primo passo per comprendere quale potrebbe essere il consumo derivante dall’utilizzo di un elettrodomestico. Già in fase di acquisto, inoltre, è possibile conoscere la classe energetica del dispositivo, fattore questo fondamentale soprattutto per tutti gli apparecchi elettronici contraddistinti da un elevato consumo di corrente. Al fine di comprendere gli effettivi consumi è necessario integrare i dati indicati nel libretto di istruzioni e quelli relativi alla classe energetica degli elettrodomestici con quanto previsto dal contratto di fornitura dell’utenza elettrica. A tal proposito è molto importante comprendere che, in caso di utilizzo congiunto di più dispositivi collegati alla stessa utenza, nel momento di massimo picco potrebbe verificarsi un superamento dei limiti di potenza del contratto di fornitura, il che porta a una spesa maggiore per l’utente. In base a quanto detto, è possibile introdurre il concetto di potenza nominale, ovvero quella prevista dal contratto di fornitura, e di potenza disponibile, cioè quella che è realmente messa a disposizione dal provider (in genere il 10 per cento in più).

Consumo degli elettrodomestici più comuni

Appresa la disciplina generale, per comprendere quale sia il reale consumo degli elettrodomestici può essere utile analizzare caso per caso quanto assorbono i singoli dispositivi che si trovano all’interno di un’abitazione. Più nel dettaglio:

- la lavatrice ha un consumo contraddistinto da diverse fasi tra cui la più energivora è quella relativa al riscaldamento iniziale dell’acqua, con picchi che solitamente sono di 1,5-2,3 kW. Nel caso in cui, invece, si dovesse optare per un lavaggio a freddo, il massimo consumo avverrebbe nella fase della centrifuga;

- la lavastoviglie, anch’essa contraddistinta da più fasi di consumo e la più energivora è quella iniziale nella quale viene scaldata l’acqua, così come quella del risciacquo che fornisce anche il calore finale di asciugatura;

- l’asciugatrice, che in alcune fasi ha dei picchi di potenza che possono arrivare a 0,6-1 kW (modelli a pompa di calore) e a oltre 2,5-3 kW (per i vecchi modelli a condensazione);

- il forno elettrico, contraddistinto da una fase di riscaldamento molto energivora, circa 3 kW nei prodotti domestici da incasso;

- il forno a microonde, che hanno di solito una potenza di 0,9 kW, ma si può abbassare il consumo scegliendo di riscaldare i cibi in tempi più lunghi. A incidere maggiormente sul consumo, inoltre, sono le cotture combinate e il grill, con assorbimenti che arrivano fino a 1,5 kW;

- l’asciugacapelli, contraddistinto da un elevato assorbimento di corrente per via della sua resistenza che scalda l’aria. A giovare sulle spese degli utenti è il fatto che si utilizza per un periodo di tempo limitato, ma comunque nelle sue fasi di picco può arrivare a 1,8-2,2 kW;

- i piani a induzione, contraddistinti da picchi di potenza intorno ai 2 kW quando si cucina. In caso di attivazione della funziona booster il valore può salire a 3 kW nei modelli dotati di limitatore, mentre in quelli sprovvisti può arrivare a picchi di 7,4 kW;

- le pompe di calore, come condizionatori e caldaie, che tendenzialmente hanno un consumo che rimane sotto i 3 kW. Le pompe di calore per il riscaldamento aria-acqua, invece, possono registrare dei picchi di 6 kW;

- le stufe e i termoventilatori, che hanno una potenza massima di 2 kW. Il consiglio per risparmiare è quello di non optare mai per la potenza massima, ma prediligere il livello più basso per dimezzare i consumi.

In base a quanto visto in precedenza, è possibile dire che gli elettrodomestici che più possono incidere sul costo della bolletta sono l’asciugacapelli, le stufette elettriche, le asciugatrici a condensazione con resistenza elettrica, il microonde e, soprattutto, i forni elettrici a incasso.

Il costo dell’utilizzo degli elettrodomestici

Provare a capire quale sia il reale costo di ogni singolo elettrodomestico non è sicuramente un’operazione facile, soprattutto considerando che il prezzo dell’energia tende a variare e che, in ogni singola abitazione, possono esserci delle esigenze di utilizzo diverse. Volendo comunque provare a fornire delle risposte, si immagini il caso in cui il prezzo dell’energia sia a 0,25 euro a kWh e che ogni elettrodomestico venga preso in considerazione in solitaria (non con il reale consumo combinato con gli altri della casa). Ecco dunque che, in una giornata di uso inteso, avremo questi consumi:

- frigorifero, acceso 24 ore, 0,45 euro; - router Wi-Fi, acceso 24 ore, 0,14 euro; - climatizzatore a pompa di calore, acceso 4 ore, 0,75 euro; - lavasciuga, accesa per un programma cotone e un programma asciugatura, 1,27 euro; - lavastoviglie, accesa una volta con il programma auto, 0,25 euro; - boiler elettrico della doccia, durata del lavaggio 10 minuti, 0,5 euro; - asciugacapelli, acceso per un quarto d’ora, 0,10 euro; - termoventilatore per scaldare il bagno prima della doccia, acceso mezz'ora; 0,25 centesimi; - forno ventilato, acceso per 1 ora a 180 gradi, 0,55 euro; - piano a induzione, acceso per due volte in un giorno per un’ora, 0,4 euro totali; - tv, smart speaker, decoder e altri dispositivi lasciati in stand by per 24 ore senza essere utilizzati, 0,25 centesimi.

Il totale di questa giornata tipo è di 2,90 euro che, se moltiplicato per un mese di 30 giorni, porta a una spesa di circa 87 euro. Queste cifre possono essere ridotte utilizzando gli elettrodomestici in maniera più intelligente, sfruttando i vantaggi di costo offerti da determinati contratti o accendendo i dispositivi elettrici solo quando sono realmente necessari.

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