Martedì 16 Aprile 2024

Prestiti, accelera il calo dei tassi. E sui mutui scendono sotto il 4%

A gennaio giù anche per le imprese. L’entità dei finanziamenti erogati continua a diminuire per la frenata del Pil

Madame Lagarde resta prudente e continua a rinviare il taglio dei tassi, ma i mercati lo danno ormai per scontato. Al punto da anticiparlo nelle tasche degli italiani. Il trend di discesa infatti, iniziato dopo il top dello scorso novembre, ha accelerato in gennaio, portando i nuovi mutui per l’acquisto della casa a un tasso del 3,99%, contro il 4,42% di dicembre e il 4,50 di novembre. Un ribasso di oltre mezzo punto percentuale certificato dall’ultimo bollettino dell’Abi, che evidenzia anche la discesa al 5,39% dei tassi relativi ai prestiti alle imprese, dal 5,46% di dicembre e 5,59% di novembre.

"Gli andamenti dell’economia dell’area dell’euro e di quella italiana continuano a mostrare che gli effetti della politica monetaria restrittiva realizzata dalla Bce continuano a manifestarsi – spiega il bollettino – Tuttavia, negli ultimi mesi si stanno manifestando primi segnali di diminuzione dei tassi di mercato rispetto ai precedenti valori massimi". Il vice direttore generale dell’Abi, Gianfranco Torriero, aggiunge che "i mercati stanno scontando in anticipo un auspicabile indirizzo della politica monetaria della Bce che può essere sostegno alla crescita dell’economia, un trend anticipato oggi dai tassi di mercato".

Il documento diffuso dall’Associazione Bancaria Italiana ricostruisce anche l’andamento dei tassi sul mercato,che è alla base della discesa del costo dei prestiti. Si evidenzia che il tasso sui Btp nei primi 14 giorni di febbraio è stato in media del 3,88%, in diminuzione di 111 punti rispetto al massimo registrato a ottobre 2023. Nello stesso periodo il tasso Irs (parametro di riferimento per i mutui a tasso fisso) a 10 anni è stato in media del 2,69%, in diminuzione di 83 punti rispetto al top di ottobre, mentre il tasso sui Bot a sei mesi è stato in media del 3,66%, in diminuzione di 39 punti su ottobre. Il tasso Euribor a 3 mesi, nei primi 14 giorni di febbraio, è stato in media del 3,91%, in calo di 10 punti rispetto al massimo registrato anch’esso a ottobre.

Dunque i segnali sono chiari e, al netto di possibili aggiustamenti, si tratta di "un trend che va consolidandosi" precisa Torriero. Tuttavia le famiglie e le imprese scelgono la linea della cautela. Lo dimostra l’entità dei finanziamenti erogati, che continua a essere in calo, con un andamento coerente con la frenata del Pil che contribuisce a deprimere la domanda di prestiti. A gennaio 2024, infatti, i prestiti a imprese e famiglie sono scesi del 2,9% rispetto a un anno prima, mentre a dicembre avevano registrato un calo del 2,5%.

Infine, buone notizie per le banche, le cui sofferenze nette a dicembre sono scese a 16,6 miliardi, contro i 17,7 miliardi del mese precedente. Se confrontato con il livello massimo, raggiunto nel novembre 2015, il calo è di 72,2 miliardi.

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