Giovedì 13 Giugno 2024
MONICA PIERACCINI
Economia

Pil +1% nel 2024, +1,1% nel 2025. Decelerano gli investimenti dopo lo stop al Superbonus

Previsioni Istat sull’economia italiana: “Migliora il mercato del lavoro e inflazione vicina ai target della Bce”

Roma, 6 giugno 2024 – Un Pil con il segno più, ma la crescita non decolla, né nel 2024, né nel 2025. Secondo le previsioni di Istat, le prospettive per l'economia italiana sono di una crescita  del prodotto interno lordo per quest'anno dell'1 per cento e dell'1,1 per cento nel 2025, contro il +4 per cento del 2022. Una lieve crescita sostenuta nel 2024 sia dalla domanda interna, al netto delle scorte, sia dalla domanda estera netta (+0,7 per cento per entrambe), con un contributo ancora negativo delle scorte (-0,4 per cento). Nel 2025 la crescita dell'economia italiana sarebbe invece trainata prevalentemente dalla domanda interna (+0,9 per cento). I consumi aumenteranno dello 0,4 per cento quest'anno e dell'1 per cento nel 2025.

Istat, Pil al +1% nel 2024
Istat, Pil al +1% nel 2024

Segnali preoccupanti arrivano dagli investimenti fissi lordi, che stanno progressivamente decelerando: dal +8,6 per cento del 2022 si è passati al +4,7 per cento nel 2023 e le previsioni sono per un +1,5 per cento nel 2024 e +1,2 per cento nel 2025. La ragione di questa frenata, scrive Istat, è da ricercare nel «venire meno degli incentivi fiscali all'edilizia», compensati almeno in parte dalle misure previste dal Pnrr e dalla riduzione dei tassi di interesse.

Il mercato del lavoro

In miglioramento il mercato del lavoro. L’occupazione, misurata in termini di unità di lavoro (Ula), segnerà una crescita in linea con quella del Pil (+0,9 per cento nel 2024 e +1,0 per cento nel 2025) a cui si accompagnerà un calo del tasso di disoccupazione (7,1 per cento quest’anno e 7 per cento nel 2025). Il miglioramento è diffuso a quasi tutti i comparti, più elevato nelle costruzioni (+1,9 per cento le ore lavorate) e più contenuto nei servizi (+0,7 per cento) e nell’industria in senso stretto (+0,3 per cento). Rispetto al primo trimestre del 2023, l’incremento delle ore lavorate è stato pari al 1,5%, sintesi di un incremento robusto nelle costruzioni (+3,6 per cento) e nei servizi (+1,9 per cento), e di una sostanziale stabilità dell’industria in senso stretto. Il comparto agricolo ha invece fatto registrare un calo marcato delle ore lavorate in termini sia congiunturali sia tendenziali (-1,6 per cento e -1,3 per cento rispettivamente), meno accentuato in termini di Ula (1,3% e -0,8%).

Ad aprile, l’occupazione ha continuato a crescere (+0,4 per cento rispetto al mese precedente, con 84mila occupati in più), portando il tasso di occupazione al 62,3 per cento (+0,1 punti). In calo il tasso di disoccupazione che si è attestato al 6,9 per cento, mentre sono sostanzialmente stabili gli inattivi, il cui tasso si conferma al 33 per cento. In quanto alle retribuzioni pro capite, le prospettive Istat delineano una crescita ad un ritmo più sostenuto rispetto al 2023 (+1,9 per cento),  segnando un incremento del +2,4 per cento sia nel 2024 che nel 2025.

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Il tasso di inflazione

Per i prossimi mesi ci si attende un graduale ritorno verso tassi di inflazione vicini ai target della Bce. Una dinamica che determinerà per il 2024 una forte decelerazione del deflatore della spesa delle famiglie residenti (+1,6 per cento dal +5,2 per cento del 2023), a cui seguirà un moderato incremento nel 2025 (+2 per cento). In generale, lo scenario resta comunque incerto per il quadro internazionale, caratterizzato dalle tensioni geopolitiche.

La dinamica tendenziale dei prezzi dei beni energetici nei primi cinque mesi dell’anno ha continuato ad evidenziare una contrazione, seppure con una tendenza alla decelerazione (da -20,5 per cento a gennaio 2024 e -11,7 per cento nel maggio 2024). La crescita dei prezzi dei beni alimentari si è ridotta, in termini tendenziali, dal 5,6 per cento di gennaio al 2,2 per cento in maggio. L’inflazione relativa al “carrello della spesa”, sintesi dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, in calo dagli inizi del 2023, ha ulteriormente decelerato nei primi mesi del 2024, scendendo da 5,1 per cento in gennaio al 2 per cento in maggio. Calano invece più lentamente i prezzi dei servizi, che nei primi quattro mesi del 2024 si sono stabilizzati intorno al +3 per cento, per poi attestarsi in maggio al 2,7 per cento. Tra questi, continuano a mostrare una crescita relativamente più elevata i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,7 per cento in maggio) e quelli  relativi all’abitazione (+2,7 per cento l’incremento tendenziale medio tra gennaio e maggio). L’inflazione relativa ai servizi di trasporto, che ha registrato una media di +4,2 per cento nei primi tre mesi del 2024, ha invece registrato una notevole decelerazione sia in aprile (+2,7 per cento) sia in maggio (+2,4 per cento). 

Prezzi stabili nei prossimi mesi

Relativamente alle aspettative sull’andamento dei prezzi al consumo, tra le famiglie prevalgono in maggio le attese di un moderato aumento dell’inflazione nei successivi dodici mesi. Nella manifattura, le intenzioni di modificare al rialzo i listini nei successivi tre mesi sono leggermente superiori rispetto a quelle al ribasso, anche se in misura minore rispetto ai primi mesi dell’anno e anche se le indicazioni di stabilità dei prezzi sono di gran lunga prevalenti (84,7 per cento delle imprese). Tendenze analoghe si registrano anche nel settore delle costruzioni, dove in maggio la percentuale di imprese che si attende una stabilità dei prezzi nei prossimi tre mesi raggiunge l’89,6 per cento.