Giovedì 16 Maggio 2024
Maddalena De Franchis
Economia

Sessant’anni fa fu venduto il primo barattolo di Nutella

La crema di nocciole è diventata simbolo del made in Italy. Un colosso da 17 miliardi di euro di fatturato. Osannata anche all’estero, ma non mancano i detrattori

Una delle prime pubblicità della Nutella (foto Ansa)

Una delle prime pubblicità della Nutella (foto Ansa)

Il primo vasetto viene venduto il 20 aprile 1964, ma si narra che la ricetta originale risalga, in realtà, al 1946: mentre il Paese prova a risollevarsi dalla devastazione della seconda guerra mondiale, un pasticciere di Alba (Cn), Pietro Ferrero, decide di rimediare alla scarsità di cacao (difficile da reperire perché impiegato per le scorte belliche) creando una pasta dolce a base di nocciole – disponibili in abbondanza nelle Langhe – zucchero e poco cacao. Si chiamava ‘Giandujot’ ed è passato alla storia come il primo antenato della Nutella, la crema della Ferrero divenuta una vera e propria icona e giunta, oggi, al traguardo del 60esimo anniversario.

L’evoluzione del prodotto

Chiamato come la tradizionale maschera di Carnevale, ‘Giandujot’ è una pasta dolce, una sorta di panetto che può essere tagliato a fette e adagiato sul pane, a mo’ di formaggio. A cinque anni dal lancio, nel 1951, viene trasformato in Supercrema, più facile da spalmare (il claim recitava "La supercrema per le massaie intelligenti”). La vera svolta, però, arriva nel 1964: l’imprenditore Michele Ferrero, figlio di Pietro, rivisita la ricetta per renderla ancor più cremosa e appetibile per il mercato estero. Il nuovo ingrediente che rende possibile la trasformazione? Il grasso vegetale. I principali ingredienti della Nutella, così come la conosciamo oggi, sono infatti cioccolata, nocciole e olio di palma. Ribattezzata ‘Nutella’ (nome nato dalla fusione della parola inglese ‘nut’, nocciola, con il suffisso italiano ‘ella’), la crema è dunque pronta a sbarcare sui mercati internazionali.

Il lancio in Germania e la colonizzazione del mondo

Confezionata nel caratteristico barattolo, nel 1965 Nutella approda in Germania e, nel ’66, in Francia: il successo è ovunque stratosferico, tant’è che nel 1978 il prodotto raggiunge addirittura l'Australia. E a Lithgow, nei pressi di Sydney, si inaugura il primo stabilimento di produzione fuori dai confini europei. Nutella diviene simbolo del made in Italy e del radicamento nel territorio, dal momento che la Ferrero – oggi un colosso da 17 miliardi di euro di fatturato (+20,7% rispetto ai 14 miliardi di euro registrati durante l’anno precedente) non ha mai abbandonato la sua sede originaria, ad Alba. Non solo: Nutella è diventata, negli ultimi anni, una sorta di categoria merceologica. Ferrero commercializza infatti diversi prodotti contenenti la celebre crema, da Nutella B-ready (2015) ai Nutella Biscuits (2019). Di questi ultimi si ricorda in particolare l’impressionante performance di vendita, un vero e proprio caso da manuale: lanciati il 4 novembre 2019 sul mercato italiano, solo nel primo mese di commercializzazione hanno sfondato il tetto dei 4 milioni di confezioni vendute.

World Nutella Day

Il 5 febbraio 2007 i ‘Nutella-lovers’ si sono uniti, da ogni parte del mondo, per celebrare la crema spalmabile, rispondendo all'appello della blogger italo-americana Sara Rosso. Da allora, ogni anno, in questa data, si festeggia il World Nutella Day. Il 5 febbraio 2021, in contemporanea con il 75° anniversario dalla fondazione dell’azienda Ferrero, il ministero dell’Economia e delle finanze ha emesso una moneta d’argento, coniata dalla Zecca, dedicata allo storico prodotto all’interno della serie ‘Eccellenze italiane’, con un valore nominale di 5 euro. E a Chicago esiste anche un 'Nutella Cafè', con un menu interamente dedicato. 

Critiche e controversie

Nutella conta anche un folto numero di detrattori, a partire da coloro che hanno condotto, negli anni, una campagna serrata contro l’uso massiccio dell’olio di palma, ritenuto dannoso per la salute e la cui produzione indiscriminata ha un impatto notevole sul pianeta. L’azienda di Alba ha risposto ribadendo il proprio impegno per la sostenibilità ambientale e per l'approvvigionamento responsabile delle materie prime lungo tutta la filiera. C’è poi chi ha manifestato perplessità sulla provenienza delle nocciole: tra gli altri, l’associazione umanitaria ‘We Move’, che ha aperto un’indagine sullo sfruttamento del lavoro minorile in Turchia, Paese da cui proviene parte delle nocciole utilizzate da Ferrero. Secondo i dati l’azienda piemontese è responsabile del consumo di un quarto della produzione mondiale di nocciole ogni anno. Adorata dagli appassionati, la Nutella resta fumo negli occhi, naturalmente, per nutrizionisti e dietologi, che hanno messo più volte sotto accusa il suo potente mix di grasso, zucchero e cioccolato, considerato in grado di generare un senso di spiccata dipendenza, specialmente nei bambini.

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