Giovedì 18 Aprile 2024

Non autosufficienti. Via libera al nuovo assegno

Riguarderà 25mila anziani con un budget di 500 milioni in due anni

Attesa per venti anni, arriva all’approvazione definitiva la riforma destinata a dare una prospettiva alle persone anziane, soprattutto non autosufficienti, sia pure con un avvio per platee limitate. "L’Italia è la prima nazione in Europa per numero di anziani, la seconda al mondo – avvisa la vice-ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Teresa Bellucci, regista del pacchetto –. Grazie a questa riforma cominceremo a poter dare certezza alle persone anziane, in termini di miglioramento della qualità della vita". In primo piano è la "prestazione assistenziale universale" che sarà destinata, dal 2025, agli anziani ultraottantenni non autosufficienti, con un livello di bisogno assistenziale gravissimo e con un Isee inferiore a 6mila euro. L’assegno, erogato dall’Inps, ingloberà l’attuale indennità di accompagnamento pari a 531,76 euro e arriverà a 1.380 euro mensili, con un incremento del 200%, da spendere per pagare badanti o assistenti familiari o altri servizi. È la misura chiave del decreto legislativo approvato ieri, in attuazione della delega varata durante l’esecutivo Draghi, e che, nella prima fase sperimentale, sarà destinata a 25 mila anziani, per essere gradualmente estesa negli anni con l’aggiunta di nuove risorse. La misura scatterà solo a gennaio 2025 per concludersi a dicembre 2026: due anni in cui se si sfiorerà dal budget di 500 milioni (250 milioni per anno di sperimentazione), le condizioni di accesso ai benefici potranno essere ulteriormente ristrette. E, anzi, l’assegno di 850 euro potrà essere revocato (ma non l’indennità di accompagnamento) nel caso in cui non dovesse essere speso per retribuire il lavoro di cura e assistenza svolto da badanti o per acquistare l’assistenza da imprese di servizi.

La nuova "prestazione assistenziale universale" è solo uno degli elementi della riforma più complessiva. Tra gli obiettivi del provvedimento c’è quello di scongiurare l’isolamento e la solitudine ponendo la casa come il centro di cura dell’anziano. Una riforma che vuole coniugare l’assistenza sociale e l’assistenza sanitaria favorendo la telemedicina e la teleassistenza e l’assistenza domiciliare integrata. La nuova normativa promuove una vita attiva con più sport per gli anziani, con il turismo del benessere e il turismo lento per gli over 65 e un maggior rapporto tra giovani e anziani. E proprio per favorire il rapporto intergenerazionale saranno utilizzati anche i giovani del servizio civile universale e promosse nuove forme di coabitazione solidale (senior cohousing) e di coabitazione intergenerazionale, in particolare con i giovani in condizioni svantaggiate (cohousing intergenerazionale). Si stabilisce che lo starter dell’assistenza sia la valutazione multidimensionale unificata da realizzare nei Punti unici di accesso (Pua), sulla cui base l’anziano sarà inviato a uno dei programmi di cura. Previsto l’impiego sperimentale, come accennato, della telemedicina, di cui si prevedono progetti della durata di almeno un anno e mezzo.

Claudia Marin

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