Lunedì 22 Luglio 2024

A tutto idrogeno. Viaggio nel futuro con la Bmw iX5

di Giuseppe Tassi

C’è un gruppo di apostoli dell’idrogeno in giro per il mondo. Sono tecnici e collaudatori di Bmw che annunciamo con entusiasmo il nuovo verbo della mobilità. Lo fanno con cento Bmw iX5 alimentate a idrogeno, impegnate in test dimostrativi in ogni angolo del pianeta. Nella tappa italiana di Mestre abbiamo avuto occasione di incontrare gli apostoli e di provare il prototipo Bmw che sarà sul mercato non prima del 2025. Dieci auto a disposizione, un percorso da Mestre a Sottomarina di Chioggia e, nel mezzo, una ricarica dimostrativa alla stazione Eni di Mestre, uno dei due soli distributori di idrogeno in Italia; l’altro è a Bolzano. Quello che abbiamo compiuto è decisamente un viaggio nel futuro dell’auto anche se da molti anni diverse case automobilistiche (Toyota, Honda, Hyundai e appunto Bmw) stanno sperimentando modelli a idrogeno e due (Hyundai Nexo e Toyota Mirai) sono da tempo sul mercato.

L’auto del nostro test si presenta come una normale X5 ma è alimentata a idrogeno. Il carburante più naturale del mondo consente di viaggiare per 500 km senza soste, permette di fare il pieno in soli 4 minuti , emettendo semplicemente vapore acqueo allo scarico. Nella guida la vettura si comporta in tutto e per tutto come un’elettrica: coppia subito disponibile per partenze lampo e riprese brucianti (0-100 kmh in 6 secondi) grande silenzio a bordo per una marcia soffice da tappeto volante. Insomma il meglio del mondo elettrico a zero emissioni e con la possibilità di ricaricare l’auto con i tempi di un normale rifornimento a base di idrocarburi.

Per la ricarica, con una pistola gestita da un operatore, servono circa 4 minuti con una spesa media di 18 euro per ogni chilo di idrogeno. Per il pieno della iX5 servono circa 110 euro. La spinta è garantita dal motore posteriore elettrico da 401 cv che governa la trazione e trasmette il movimento alle ruote. Ma perchè questo allettante futuro possa diventare realtà serve una condizione fondamentale: la diffusione capillare delle infrastrutture di ricarica. I costi degli impianti oggi sono molto alti per la complessità dello stoccaggio e l’erogazione del gas in piena sicurezza. In Europa ci sono 214 distributori a idrogeno, 93 in Germania, 42 in Francia e 857 in tutto il mondo.

In Italia, come detto, sono soltanto due, e la stazione Eni di Mestre è la prima dove l’idrogeno convive con altri tipi di alimentazione in un’unica grande struttura. Eppure gli apostoli Bmw sono convinti che l’idrogeno abbia un futuro importante per mezzi di grandi dimensioni come navi, aerei, pullman e autotreni dove è possibile stoccare grandi quantità dell’elemento chimico. E sono certi che dopo il 2025 l’idrogeno decollera’ con l’impiego crescente di fonti rinnovabili e un piano per la realizzazione di 20 mila stazioni in tutto il mondo di cui 70 in Italia.