Meta e i conti d’oro: cosa c’è dietro. I numeri della società che gestisce Facebook, Instagram e WhatsApp

Il colosso lievita in Borsa: allontanata la crisi di fiducia che aveva spinto il titolo ai livelli più bassi dal 2016

New York, 19 dicembre 2023 – Scambi in positivo per Meta Platforms, l'azienda che gestisce Facebook, Instagram e WhatsApp lievita in borsa del 3,07%. Numeri in positivo che sembrano allontanare la crisi di fiducia che aveva spinto il titolo ai livelli più bassi dal 2016.

Meta è la società che gestisce Facebook, Instagram e WhatsApp
Meta è la società che gestisce Facebook, Instagram e WhatsApp

Alla chiusura di venerdì di Wall Street il titolo della società di Mark Zuckerberg ha guadagnato dall'inizio dell'anno il 178%, che sarebbe il maggior guadagno annuale mai registrato dalla società, che finora ha avuto nel +105% del 2013, l'anno successivo all'Ipo di Facebook, il guadagno maggiore. A distanza di un anno dal calo delle vendite e dal boom di Tik Tok che ha influito soprattutto rispetto all'utenza giovanile che naviga sui social sempre più distante da piattaforme come Facebook, Meta ha invertito la tendenza. Secondo molti osservatori economici, il notevole rimbalzo del 2023 è dovuto al cosiddetto "anno dell'efficienza" lanciato da Zuckerberg all'inizio di febbraio, dopo il -64% per il titolo nel 2022. Meta ha tagliato oltre 20.000 posti di lavoro, ha riequilibrato gli investimenti ed è riuscita a invertire la rotta sui ricavi, tornando in crescita dopo tre trimestri consecutivi in calo, e per il terzo trimestre del 2023 ha registrato un'espansione del 23%, il passo migliore in due anni.

Threads sfida X e punta al "fediverso"

L'ultima novità in casa Meta è rappresentata da Threads. La piattaforma, presentata come la app di discussione di Instagram, lanciata il 14 dicembre anche in Europa e in Italia, ha subito conquistato personaggi dello spettacolo e politici. Si tratta di un social di microblogging incentrato sui pensieri degli utenti, più che su foto e video, molto simile all'ex Twitter oggi X. Un approdo per i tantissimi utenti che stanchi della gestione da parte di Elon Musk del social cercavano una valida alternativa. Il piano di Threads, tuttavia, non è solo quello di scalzare X ma di arrivare, entro un anno, a una integrazione con altre piattaforme per giungere al cosiddetto “fediverso”. A esplicitarlo in una serie di post Adam Mosseri, a capo di Instagram, l’applicazione a cui Threads è legata. Al momento, è possibile seguire alcuni account Threads (incluso quello di Mosseri) da altre piattaforme, una sorta di test di interoperabilità che Meta vuole estendere.

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