Il premier Conte durante l'informativa alla Camera (Lapresse)
Il premier Conte durante l'informativa alla Camera (Lapresse)

Roma, 11 dicembre 2019 - La maggioranza trova l'accordo nella notte sul Mes e strappa il via libera della Camera. La risoluzione per chiedere le modifiche al fondo salva-Stati ottiene infatti 291 sì, 222 no e nessun astenuto. Al voto però non prendono parte 14 deputati M5s, anche se erano state proprio fonti pentastellate ad annunciare l'intesa raggiunta poco prima dell'informativa del premier Giuseppe Conte in vista del Consiglio europeo del 12 e 13 dicembre. Poi fonti del Movimento hanno precisato che le assenze di 12 deputati erano state comunicate e, quindi, giustificate.

In serata arriva anche il via libera dell'Aula del Senato con 164 voti favorevoli, 122 voti contrari e 2 astenuti. Sono invece state respinte le risoluzioni del centrodestra e quella singola del leghista Candiani, mentre l'altra del senatore Calderoli è stata ritirata prima del voto. 

La maggioranza quindi supera senza incidenti, nonostante i 4 voti M5s contrari, la prova del voto al Senato. Il testo della risoluzione giallorossa sul Mes, frutto di una lunga e difficile mediazione, incassa 164 voti favorevoli a Palazzo Madama. Numeri che mettono in sicurezza, almeno per oggi e almeno sulla carta, il governo, con i giallorossi che superano l'asticella della maggioranza assoluta (fissata a quota 161).

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Ma le tensioni sono evidenti ed esplodono sia alla Camera che al Senato, con il Movimento 5 stelle nel caos. A Palazzo Madama, dove per tutto il giorno si sono rincorse voci di possibili e imminenti addii per andare con la Lega, in 4 votano contro in dissenso dal gruppo: sono i senatori Paragone, Urraro, Lucidi e Grassi. 

"Con il voto di oggi in Parlamento sulle risoluzioni sul pacchetto Ue il Pd ha ribadito e sostenuto la netta e inequivocabile scelta europeista a difesa dei risparmi delle famiglie e delle imprese italiane. Il governo e il premier Conte hanno un mandato forte per vigilare sulla difesa degli interessi nazionali e del sistema Paese", sono state le parole del segretario del Pd Nicola Zingaretti.

"Salvini si è tanto impegnato, anche tentando di spaccare il gruppo M5S, ma la spallata infine non gli è riuscita. Anche il #Senato ha approvata la riforma del Mes", ha detto il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci. 

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Conte: "In Ue serve coesione"

Conte stamani ha aperto il suo intervento alla Camera spiegando che il governo italiano intende promuovere con il Consiglio europeo "una maggiore coesione fra i leader europei", perché "non è questo il tempo per dividersi o lasciarsi dividere". "Proteggersi non significa rinchiudersi perchè il multilateralismo è strumento migliore  per tutelare gli interessi degli Stati membri, a partire dal nostro", ha proseguito il presidente del Consiglio dai banchi del governo, ribadendo la linea di un "metodo inclusivo" per un percorso che "non deve essere elitario ma ampiamente partecipato" che abbia al "centro i bisogni dei cittadini".

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L'Italia - ha proseguito - "intende opporsi ai tagli sproporzionati, che colpirebbero settori strategici quali lo Spazio, il Digitale, la Difesa, la Sicurezza: si tratterebbe di una sottrazione di risorse alle nuove priorità dell'Unione Europea che devono invece necessariamente rimanere ambiziose". E ancora: "L'Italia non ha nulla da temere anche perché il suo debito è pienamente sostenibile, come dimostrano le valutazioni delle principali istituzioni internazionali, inclusa la Commissione, e come confermano i mercati". Quindi l'affondo, rivolto implicitamente alla Lega. "Bisogna stare attenti a insinuare dubbi e paure nei cittadini italiani, tanto più che quantomeno alcune delle posizioni che si sono delineate nel corso del dibattito pubblico hanno disvelato il malcelato auspicio di portare il nostro Paese fuori dall'euro-zona o, addirittura, dall'Unione europea - ha detto Conte -. Se questo è l'obiettivo allora converrebbe chiarirlo in modo esplicito, affinché il dibattito pubblico sia trasparente e i cittadini italiani possano essere informati di tutte le implicazioni che tali posizioni portano con sé"..

La risoluzione sul Mes

La risoluzione della maggioranza chiede di "mantenere la logica di pacchetto (MES, BICC, Unione bancaria) alla quale accompagnare ogni tappa mirata ad assicurare l'equilibrio complessivo dei diversi elementi al centro del processo di riforma dell'Unione economica e monetaria, approfondendo i punti critici". La risoluzione impegna il governo "in particolare" a "escludere interventi di carattere restrittivo sulla detenzione di titoli sovrani da parte di banche e istituti finanziari e comunque la ponderazione dei rischi dei titoli di Stato attraverso la revisione del loro trattamento prudenziale, ed escludendo le disposizioni che prevedono una contribuzione degli istituti finanziari all'Edis in base al rischio di portafoglio dei titoli di Stato. Inoltre, proporre nelle prossime tappe del negoziato sull'Unione bancaria l'introduzione (a) dello schema di assicurazione comune dei depositi (Edis), (b) di un titolo obbligazionario europeo sicuro (cosiddetto common safe asset-ad esempio eurobond) e (c) di una maggiore ponderazione di rischio delle attività di livello 2 e livello 3 (strumenti maggiormente illiquidi), che sia legata al loro grado di concentrazione sul totale degli attivi del singolo istituto di credito".

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