Venerdì 21 Giugno 2024
VITTORIO BELLAGAMBA
Economia

Madri e artigiane. Conciliare lavoro e maternità non è più un’impresa

Due milioni di donne lasciano il lavoro dopo essere diventate mamme a causa della difficoltà nel conciliare le esigenze di vita con l’attività lavorativa

Mamme e artigiane

Mamme e artigiane

Milano, 19 maggio 2024 – Riuscire a conciliare il lavoro e la maternità non è un’impresa semplice. A confermarlo è l’ultimo rapporto sull’occupazione femminile in Italia, diffuso dal servizio studi della Camera dei Deputati alla fine del 2023, il quale rivela che una donna su cinque fuoriesce dal mercato del lavoro a seguito della maternità. In questo contesto, però, diverse donne hanno trovato nel lavoro artigianale, con la sua produzione lenta e su misura, non solo una grande passione ed espressione della propria creatività, ma anche un’attività remunerativa che permettesse loro di essere allo stesso tempo sia mamme sia lavoratrici. A dimostrare questa tendenza è ta-daan.com, il primo content e-commerce di artigianato contemporaneo, il cui network è costituito per l’80% da artigiane. “All’interno della nostra community di 5.000 artigiani provenienti da tutta Europa ci sono molte donne che hanno uno o più figli o che sono in dolce attesa e che riescono a portare avanti la propria attività imprenditoriale insieme agli impegni dovuti all’essere mamma. In alcuni casi, la maternità ha portato anche ad importanti cambiamenti a livello artistico e al bisogno di fare ricerca e sperimentazione. In altri casi ha risvegliato ricordi del passato ed è diventata fonte di ispirazione per le proprie creazioni fatte a mano.” - spiega Roberta Ligossi, CEO di TA-DAAN.

Essere mamma e artigiana: le testimonianze

Tra le giovani mamme presenti all’interno del network di artigiani di ta-daan.com ci sono Lodovica Fusco, Sara Bevilacqua e Chiara Bello. Le storie delle tre artiste sono molto differenti tra loro ma accomunate dall’essere sia artigiane che mamme e dall’essere riuscite a conciliare questi due aspetti, nonostante qualche piccola difficoltà iniziale. Lodovica Fusco è un’orafa di gioiello contemporaneo di Trieste che con le sue creazioni fatte a mano racconta il mondo che la circonda, con le sue forme, le sue ruvidezze, i suoi odori e suoni e soprattutto di come si sente circondata da esso. I suoi gioielli raccontano piccole storie, ricordi ed esperienze personali. “Durante la gravidanza sono riaffiorate in me delle emozioni e dei ricordi che avevo completamente rimosso e che mi hanno permesso di dare vita alla collezione Memorie. I due gemelli che sentivo crescere dentro di me mi hanno fatta tornare indietro alle lunghe estati passate al mare da bambina con il mio gemello Teo e al pensiero che i miei figli avrebbero provato la mia stessa fortuna di non essere mai soli. - racconta Lodovica Fusco - Essere madre, artigiana ed imprenditrice, non è per nulla facile. Se prima della maternità potevo dedicare tutto il mio tempo al lavoro manuale, ora devo dividerlo con le attività da mamma. All'inizio è difficile, ma poi piano piano riesci ad accettare la maggiore "lentezza" nella produzione e diventi più organizzata e più efficiente.” Sara Bevilacqua è una designer e artigiana del cuoio, nata in Italia ma cresciuta in Argentina e attualmente residente a Barcellona da 13 anni. Dopo aver lavorato per più di 10 anni nel settore della moda, l’artista ha fondato Azar, un marchio artigianale slow fashion di accessori in pelle accuratamente intrecciati a mano. Da un anno è mamma di una bambina, che ha fatto nascere in lei il desiderio di esplorare nuovi aspetti e fare ricerca. “Essere donna, mamma e artista sembrerebbe un'utopia e invece non lo è, a patto che si lasci da parte la mentalità arrivista del "tutto subito" e si adotti una tempistica più al femminile, che non risponde ai calendari esterni ma innanzitutto al proprio ritmo interno, in sincronia con quello dei propri figli. Da quando sono diventata madre, poco più di un anno fa, ho dovuto ridefinire me stessa e il mio ambito creativo una e mille volte, perché la priorità numero uno è diventata la mia bambina. Alla fine si capisce che seguendo l'intuito, e dedicandosi con amore ad ogni cosa - la maternità e l'arte - è possibile conciliare tutto. - afferma Sara Bevilacqua. Chiara Bello è la designer e fondatrice di Chic Pig, un brand di gioielli divertenti e colorati a tema animale. Dopo aver seguito gli studi di architettura a Torino, l’artista si è trasferita a Londra, dove ha conseguito un Master in Design presso il Royal College of Art e poi a Zurigo. Oggi vive tra Genova, dove si diverte a realizzare colorati gioielli che raffigurano animali in chiave pop, con l’obiettivo di portare gioia, umorismo e creatività nella quotidianità della vita. “Sono diventata mamma a 40 anni con una filosofia di vita indipendente e viaggiatrice. Non mi piace la narrativa secondo cui i figli rovinano la vita dei genitori. Non posso però negare che i primi mesi dopo il parto mi sono sentita sopraffatta dalla mia nuova quotidianità. Sentivo di aver perso tutto di me stessa, ma il lavoro artigianale mi ha aiutata a ritrovare quella parte di me che non era cambiata con la maternità, ossia la passione per il fatto a mano e la vena artistica. Pian piano che mio figlio Pietro cresceva ho trovato proprio nella creatività una fonte di rinascita, più colorata, caotica e divertente. Quasi da subito ho iniziato a dipingere con lui, a tagliare, a incollare e a realizzare idee scaturite dalla sua fantasia. La mia stessa vita si è trasformata in un gioco creativo dove io e mio figlio siamo insieme artisti e committenti! Mi piace tantissimo creare con lui e cerco il più possibile di coinvolgere anche lui nelle mie creazioni che si sono fatte più allegre e colorate.” - rivela Chiara Bello.